Il 9 novembre 2025

Valorisation du coton : Le Centre national d’Appui à la Transformation artisanale inauguré à Bobo Dioulasso

https://www.matd.gov.bf/accueil/actualites/details 

Il ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, Serge Gnaniodem PODA, ha sottolineato che l’istituzione del Centro nazionale di sostegno alla trasformazione artigianale del cotone (CNATAC) si inserisce nel quadro dell’attuazione della Politica nazionale di sviluppo dell’artigianato. «Il Centro nazionale di sostegno alla trasformazione artigianale del cotone è un anello essenziale nella catena di valorizzazione del cotone burkinabè. Offrirà agli artigiani spazi dedicati alla formazione, alla produzione e all’innovazione, al fine di migliorare la qualità e la competitività dei loro prodotti», ha precisato.

Con un costo complessivo stimato in oltre un miliardo e cinquecento milioni (1 500 000 000) di franchi CFA, il Centro nazionale di sostegno alla trasformazione artigianale del cotone (CNATAC) è il frutto di una cooperazione tra il Burkina Faso e la Repubblica Italiana. Comprende diverse unità tecniche e didattiche, tra cui laboratori di tessitura, tintura e cucito, nonché spazi dedicati alla formazione e all’incubazione dei giovani artigiani. Questo centro nazionale di riferimento mira a promuovere la trasformazione artigianale del cotone e a rafforzare la presenza del know-how burkinabè sui mercati nazionali e internazionali.

LE CNATAC – BIOARCHI | ARCHITECTURE BIOCLIMATIQUE

https://bioarchirigotti.wordpress.com/2018/02/02/avant-projet-sommaire-le-cnatac-2017-2018/

Le autrici del progetto preliminare del 2018

Bioarchi- Chiara Rigotti

Bioarchi opera secondo i principi bioclimatici, il che significa che ogni progetto architettonico è legato al luogo e al clima in cui si inserisce, è pensato esclusivamente per quel luogo e tiene conto non solo dell’impatto dell’ambiente sull’edificio, ma anche di quello dell’edificio sull’ambiente in cui si integra e che trasforma.

In Burkina Faso, i progetti devono affrontare una situazione climatica molto difficile.
La stagione delle piogge, che va da giugno a ottobre, è marcata e molto concentrata; la lunga stagione secca è caratterizzata da tre mesi di temperature molto elevate tra marzo e maggio.
Il clima varia inoltre tra il nord, molto più secco, con forti sbalzi termici tra notte e giorno, e il sud, caratterizzato da un clima di savana umida.
In un documento del 2012 relativo a un vertice di Copenaghen sull’economia africana, è stato ritenuto un obbligo per l’Africa costruire alloggi in grado di funzionare senza sprecare risorse inutilmente. Il 55% dell’energia in Burkina Faso viene utilizzata nella stagione secca per raffreddare e climatizzare gli edifici.

L’obiettivo di BIOARCHI è quindi quello di utilizzare sistemi passivi per rendere gli edifici più inerziali e ventilati senza consumare energia. Ecco due tecniche utilizzate:

– ventilazione incrociata guidata dal vento
– ventilazione a camino guidata dalla spinta idrostatica

Siamo a Bobo nel settore Bobo 2010, al Nord della città, lungo la strada per il Mali.

IL CONCEPT

BIOARCHI: Chiara Rigotti:” C´est un bâtiment qui serait durable sur les trois niveaux ; écologique, social et économique. Comprenant que ces trois piliers de la durabilité s’influencent mutuellement, l’objectif est de trouver un équilibre.
Les systèmes passifs tels que l’orientation, l’ombrage, la ventilation naturelle et l’éclairage ont été soigneusement étudiés pour créer le dessin dernier des éléments structurels.

Chaque façade est étudiée selon l’incidence des rayons solaires.
Exactement comme la graine de coton est protégée par des fibres, la stratégie architecturale choisie est une simple tôle sur une structure en fer et murs en latérite, cloisons légères, qui protège des espaces libres. Une structure solide en éléments modulaires comme des ipe qui soutiennent une tôle incliné pour varier la ventilation et la lumière à l’intérieur et pour éviter le ruissellement d’eau de pluie.

La tôle protègera du climat. Les façades faits en éléments métalliques, dessinées par l’incidence des rayons du soleil, permettent la flexibilité et stimulent la créativité des artisans qui s’installent et l’habillent.

L’eau de pluie des toits est recueillie et stockée dans des petits réservoirs sous pergola et canaliser pur être évacuée dans la zone des potagers et des jardins.
Le bâtiment a été conçu pour minimiser l’entretien, les matériaux ont été conservés aussi naturels que possible pour cette raison.
Un mur en brique de latérite, monolithique parce que orienté vers le Ouest, le coté chaud, crée une façade de rue qui se brise avec un cadre des éléments métalliques pour protéger du soleil en acier et aussi par des structures légères, des cloisons en tissu industriel recyclé qui créent une trame des zones spécifiques.
L’intention de l’intérieur de cette bâtiment pour la transformation textile, qui ambi à devenir un centre international de production et formation
avancé, est de ne pas se conformer à l’approche conventionnelle du design d’intérieur mais de s’assurer que les espaces résonnent avec les mêmes principes de l’enveloppe. La question de l’utilisation de l’espace a été prise selon le principe de la flexibilité : au lieu de cloisons
sèches régulières, des cloisonnements en tissu et métal sont préférés.
Structure mulaire extensible.
Le CNATAC situé en zone industrielle aura un aspect d’usine contemporaine: des espaces de travail en commun, sans isoler les artisans.
Concevoir des espaces en chaine de travail, autour du magasin. Le tissage d’une coté avec la confection, la couture et la broderie au
milieu et la teinture en peu à part à cause des odeurs et des liquides à décanter avant de jeter dans l’environnement. On a préféré laisser à la zone de travail un aspect d’usine comment on peut déjà voir en Afrique : accessible à tout le monde, autonome dans point de vue de l’énergie, propre avec un système d’assainissement des eaux usées par la teinture, et la phyto-dépuration.

trad.

…Si tratta di un edificio sostenibile su tre livelli: ecologico, sociale ed economico. Consapevoli che questi tre pilastri della sostenibilità si influenzano a vicenda, l’obiettivo è trovare un equilibrio.
I sistemi passivi quali l’orientamento, l’ombreggiatura, la ventilazione naturale e l’illuminazione sono stati attentamente studiati per definire il progetto definitivo degli elementi strutturali.

Ogni facciata è studiata in funzione dell’incidenza dei raggi solari.
Proprio come il seme di cotone è protetto dalle fibre, la strategia architettonica scelta consiste in una semplice lamiera su una struttura in ferro e muri in laterite, con tramezzi leggeri che proteggono gli spazi aperti. Una solida struttura composta da elementi modulari, come l’ipe, che sostengono una lamiera inclinata per variare la ventilazione e la luce all’interno ed evitare il deflusso dell’acqua piovana.

La lamiera proteggerà dalle intemperie. Le facciate realizzate con elementi metallici, modellate dall’incidenza dei raggi solari, garantiscono flessibilità e stimolano la creatività degli artigiani che vi si insediano e le rivestono.

L’acqua piovana proveniente dai tetti viene raccolta e immagazzinata in piccoli serbatoi sotto il pergolato, per poi essere convogliata verso gli orti e i giardini.
L’edificio è stato progettato per ridurre al minimo la manutenzione; per questo motivo i materiali sono stati mantenuti il più naturalmente possibile.

Un muro in mattoni di laterite, monolitico poiché orientato verso ovest, il lato caldo, crea una facciata sulla strada che si articola con una struttura di elementi metallici in acciaio a protezione dal sole e con strutture leggere, divisori in tessuto industriale riciclato che definiscono zone specifiche.

L’intenzione per gli interni di questo edificio destinato alla trasformazione tessile, che mira a diventare un centro internazionale di produzione e formazione all’avanguardia, è quella di non conformarsi all’approccio convenzionale dell’interior design, ma di garantire che gli spazi rispecchino gli stessi principi dell’involucro esterno. La questione dell’utilizzo dello spazio è stata affrontata secondo il principio della flessibilità: al posto delle
pareti in cartongesso standard, si è optato per divisori in tessuto e metallo.

Struttura modulare espandibile.
Il CNATAC, situato in una zona industriale, avrà l’aspetto di una fabbrica contemporanea: spazi di lavoro condivisi, senza isolare gli artigiani

Volevamo rogettare spazi organizzati in una catena di lavoro attorno al negozio. La tessitura da un lato, la confezione, il cucito e il ricamo al
centro e la tintura in una zona leggermente separata a causa degli odori e dei liquidi che devono essere decantati prima di essere smaltiti nell’ambiente.

Si è preferito conferire alla zona di lavoro l’aspetto di una fabbrica, come se ne vedono già in Africa: accessibile a tutti, autonoma dal punto di vista energetico, pulita grazie a un sistema di depurazione delle acque reflue provenienti dalla tintura e alla fitodepurazione.

Un bâtiment phare au Burkina.

LA REALIZZAZIONE

Il progetto esecutivo è stato fatto da AICS Ouagadougou senza di me, non sono responsabile dei cambiamenti nel progetto, degli archi in facciata e della sistemazione del giardino. Ma sono contenta che lo abbiano realizzato mantenendo un certo ésprit du lieu et du projet.

Ecco dal satellite oggi, luglio 2026.

Foto prese dagli articoli e confrontate con il progetto.

Transformation artisanale du coton : Un centre inauguré à Bobo-Dioulasso | Quotidien Sidwaya

Détails – Ministère de l’Industrie, du Commerce et de l’Artisanat

LE CNATAC – BIOARCHI | ARCHITECTURE BIOCLIMATIQUE