« L’architecture du musée s’inspirera aussi du Guggenheim Museum de New York (inscrit au patrimoine mondial de l’Unesco), pour sa remise en question des normes conventionnelles d’un musée », nous spécifie l’Unesco. « Je souhaite créer un musée virtuel qui inspire et fait rêver les gens », a conclu Francis Kéré sur le plateau de la chaîne de télévision TV5 Monde.article complet
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Un’Oasi di Cultura e Tecnologia
L’UNESCO ha scelto l’architetto Francis Kéré per progettare il suo futuro museo virtuale, dedicato al recupero di beni culturali rubati. Questo progetto unico nel suo genere unisce l’arte dell’architettura al compito di restituire l’identità culturale a molte nazioni. Il museo, con apertura prevista per il 2025, sarà un mix intrigante di tecnologia e creatività.
L’UNESCO ha dichiarato che il furto, il saccheggio e il traffico illecito di beni culturali sono crimini gravi che privano i popoli della loro storia e cultura. Questi reati indeboliscono la coesione sociale a lungo termine e alimentano il crimine organizzato, contribuendo al finanziamento del terrorismo.
Per affrontare questa sfida globale, Audrey Azoulay, direttrice generale dell’UNESCO, ha annunciato durante la conferenza mondiale Mondiacult 2022 la creazione di un museo virtuale, un progetto ambizioso finalizzato a catalogare gli oggetti d’arte scomparsi, molti dei quali sono elencati nell’inventario di Interpol, che conta 52.000 oggetti d’arte. (“Le Monde”)
Per dare vita a questo museo unico nel suo genere, l’UNESCO ha scelto di collaborare con Francis Kéré, l’architetto burkinabé che ha fatto la storia vincendo il prestigioso premio Pritzker nel 2022, diventando il primo africano a raggiungere tale riconoscimento. La scelta di Kéré è dovuta alla sua reputazione di architetto innovativo noto per creare opere sostenibili e rispettose dell’ambiente. La sua sensibilità per la natura e la cultura si è riflessa in numerosi progetti, tra cui il café della Triennale di Milano e il padiglione temporaneo della Serpentine Gallery a Londra. (“Le Monde”)
Il museo virtuale dell’UNESCO si inserisce anche nel quadro della Convenzione del 1970, un trattato internazionale che stabilisce misure per vietare e impedire l’importazione, l’esportazione e il trasferimento illecito di beni culturali.
Questo innovativo progetto educativo e pedagogico metterà in luce oltre 600 opere d’arte scomparse o rubate, oggetti che impoveriscono il patrimonio culturale di molte nazioni. Come afferma Azoulay, “Dietro ogni opera o reperto rubato c’è una parte di storia, identità e umanità strappata a coloro che ne sono i custodi, inaccessibile alla ricerca e minacciata dall’oblio.” (“Le Monde”)
Francis Kéré, in un gesto di profonda simbolismo, si ispirerà alla forma di un baobab per la progettazione del museo virtuale. Il baobab, simbolo di resilienza, è centrale nella vita di numerose comunità africane. Come afferma Kéré, “Quando si parla di ‘albero’, si parla di ‘radici’ e ‘appartenenza’. È la colonna vertebrale di una comunità.” Questo albero rappresenta la vita e le radici profonde della cultura africana. La scelta di Kéré di utilizzare il baobab come ispirazione per il museo sottolinea l’importanza di preservare il patrimonio culturale e restituirlo alle comunità di origine. (“Le Monde”)

@franciskere
Il museo virtuale dell’UNESCO non è solo un’opportunità di riscattare opere d’arte rubate, ma anche un’innovativa risorsa educativa e pedagogica. Rivolto soprattutto ai giovani sensibili alle nuove tecnologie, il museo offrirà una straordinaria esperienza di realtà virtuale, permettendo ai visitatori di esplorare opere d’arte rubate e di immergersi nelle loro storie attraverso documenti e testimonianze. Inoltre, il museo avrà un importante ruolo nella sensibilizzazione del pubblico sull’importanza di fare attenzione a ciò che si acquista e sull’etica del mercato dell’arte per evitare la vendita di oggetti di provenienza dubbiosa. (“Le Monde”)
In sintesi, il museo virtuale dell’UNESCO dedicato agli oggetti culturali rubati è una straordinaria fusione di architettura, cultura e tecnologia. Attraverso la visione creativa di Francis Kéré e l’impegno dell’UNESCO, questo progetto ambizioso promette di restituire storie, identità e umanità a molte nazioni e di sensibilizzare il mondo sulla necessità di proteggere il patrimonio culturale globale.
