Cybernetic Serendipity Exhibition (1968): Questa mostra ha presentato opere di arte e design ispirate alla natura e all’interazione uomo-macchina, aprendo la strada alla comprensione dei collegamenti tra biologia e tecnologia.

https://www.edueda.net/index.php?title=Cybernetic_Serendipity
Cybernetic Serendipity è stata una mostra di arte cibernetica curata da Jasia Reichardt, esposta all’Institute of Contemporary Arts di Londra, in Inghilterra, dal 2 agosto al 20 ottobre 1968 e poi fu portata in tournée negli Stati Uniti.
Artificial Intelligence Lab (1970s): Nel corso degli anni ’70, il MIT ha visto l’emergere di ricerche sulla biomimetica all’interno del Laboratorio di Intelligenza Artificiale, in cui si è cercato di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale ispirati ai processi naturali.
Il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) è un istituto di ricerca del Massachusetts Institute of Technology (MIT) nato dalla fusione nel 2003 del Laboratory for Computer Science (LCS) e dell’Artificial Intelligence Laboratory (AI Lab). Ospitato all’interno del Ray and Maria Stata Center, il CSAIL è il più grande laboratorio del campus in termini di portata della ricerca e di membri. Fa parte dello Schwarzman College of Computing ma è anche supervisionato dal vicepresidente del MIT per la ricerca.
Self-Assembling Programmable Matter (2000s): Il MIT ha svolto ricerche sull’auto-assemblaggio di materiali programmabili ispirati ai processi naturali di auto-assemblaggio delle molecole biologiche.
“Materiali riprogrammabili si autoassemblano selettivamente.
I ricercatori hanno creato un metodo per programmare magneticamente i materiali per creare cubi che sono molto esigenti riguardo a ciò con cui si collegano, consentendo un autoassemblaggio più scalabile.”https://news.mit.edu/2022/reprogrammable-materials-selectively-self-assemble-1020
Progetti del MIT Media Lab: Il MIT Media Lab ha realizzato diverse ricerche e progetti basati sulla biomimetica, tra cui robot ispirati ad animali, interfacce uomo-macchina basate sulla biologia e soluzioni per la sostenibilità ispirate alla natura.
Il MIT Media Lab ha continuato il percorso di ispirazione biomimetica, da Leonardo da Vinci a Buckminster Fuller, sperimentando e sviluppando progetti all’avanguardia che fondono le teorie e le intuizioni di questi geni con le nuove tecnologie e l’innovazione contemporanea.
Uno degli aspetti in cui il MIT Lab ha seguito la linea di ricerca di Leonardo è l’interesse per la botanica e la biomimesi. Leonardo da Vinci ha studiato attentamente la struttura delle piante e delle foglie, cercando di capire le leggi della natura e di applicarle alla sua progettazione architettonica e ingegneristica.
Il trattato “Degli alberi e verdure” di Leonardo da Vinci è un’opera che fa parte della sua vasta raccolta di scritti e disegni. In questo trattato, Leonardo si dedica allo studio delle piante, degli alberi e della vegetazione in generale.
Uno degli esempi presenti nel trattato riguarda lo studio sulla foglia di salvia. Leonardo si concentra sulla descrizione dettagliata della struttura della foglia e sulle sue caratteristiche morfologiche. Nelle sue osservazioni, Leonardo analizza la forma e la disposizione dei margini della foglia, il suo sistema venoso, la disposizione delle nervature e le diverse parti che la compongono.
Allo stesso modo, il MIT Lab ha sviluppato ricerche sulla biomimesi, cioè l’imitazione dei modelli, sistemi e processi biologici per creare soluzioni ingegneristiche e architettoniche più efficienti e sostenibili. Questo approccio ha portato a progetti innovativi come sistemi di ventilazione ispirati alle termiti o facciate di edifici che si adattano alle variazioni di temperatura come le piante, vernici che si autopuliscono e tessuti organici per l’abbigliamento.
Vediamo alcuni architetti del MIT le cui opere mi sembrano di interesse per introdurre il pensiero progettuale di Biomimetismo in Architettura oggi.
Mitchell Joachim è un architetto, designer e ricercatore noto per il suo lavoro pionieristico nel campo della bioarchitettura e del design sostenibile. Ha ottenuto il dottorato di ricerca presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 2002 progettando una casa albero le cui strutture si innestano guidate da un algoritmo insieme ai rami dell’albero. È co-fondatore e direttore del Terreform ONE, uno studio di architettura e design con sede a New York che si concentra sulla progettazione di soluzioni sostenibili per l’architettura e l’ambiente.
Durante la sua carriera, Mitchell Joachim ha lavorato con diverse istituzioni accademiche, organizzazioni internazionali e aziende private, portando avanti la sua visione di un design eco-sociale che integra elementi della natura e della sostenibilità nella progettazione degli spazi urbani e delle infrastrutture.
Nella sua tesi di dottorato presentata al MIT, Mitchell Joachim ha esplorato il concetto di “design eco-sociale”, un approccio innovativo che cerca di creare sinergie tra l’ecosistema naturale e la società umana attraverso la progettazione. La sua tesi ha esplorato come le tecnologie emergenti, le strategie biomimetiche e le pratiche di progettazione sostenibile possano essere applicate per risolvere problemi complessi legati all’ambiente e alla vita urbana.
Concetto di design eco-sociale:
Il design eco-sociale di Mitchell Joachim si basa sull’idea di creare ambienti urbani e architettonici che rispondano alle esigenze sia della natura che della società umana. Egli cerca di imitare i modelli e i processi della natura per sviluppare soluzioni innovative per l’architettura e l’urbanistica.
Le sue opere riflettono un approccio interdisciplinare, che combina la biologia, l’ingegneria, la tecnologia e l’arte per creare progetti sostenibili e armoniosi con l’ambiente naturale. Il design eco-sociale si focalizza sull’integrazione di elementi naturali, come la vegetazione, l’acqua e i processi biologici, all’interno degli spazi urbani e degli edifici, creando ambienti più sani e resilienti.

Il concetto di “design eco-sociale” implica che le soluzioni di design dovrebbero tenere conto degli impatti sociali e ambientali, oltre a essere sostenibili dal punto di vista ecologico.
https://www.mitchelljoachim.com
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In particolare, il lavoro di Neri Oxman e il suo team hanno aperto nuove strade per l’architettura organica e il design bio-centrico. Attraverso il concetto di “material ecology”, Oxman ha dimostrato come i materiali possono essere progettati con proprietà e comportamenti specifici, ispirati da processi biologici, e integrati con tecnologie digitali per creare strutture altamente performanti ed esteticamente affascinanti.
Neri Oxman è una brillante architetta e designer israeliana-americana nota per il suo lavoro pionieristico nell’ambito dell’architettura biomimetica e del design organico. Il suo approccio unico combina principi biologici e tecnologie avanzate per creare strutture e oggetti ispirati alla natura.
Il MOMA nel 2020 le ha dedicato una mostra monografica, intitolata “Material Ecology” e curata da Paola Antonelli.

https://www.domusweb.it/it/progettisti/neri-oxman.html
SAN FRANCISCO 2022
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WASYA . UNA CITTA’ ORGANICA E BIOMIMETICA


Passeggiando per le strade di questa città futuristica, ci si trova immersi in un paese delle meraviglie biomimetico e organico. La vegetazione lussureggiante scende con grazia lungo i sentieri, mentre i materiali in argilla, legno e rame si fondono armoniosamente con l’ambiente circostante. Le case basse sono uno spettacolo mozzafiato di design parametrico, intrecciato senza soluzione di continuità con i maestosi alberi che forniscono riparo e sostentamento.

In mezzo a questo scenario affascinante, una donna cammina verso il futuro. Il suo sguardo sereno emana un senso di consapevolezza mentre abbraccia il futuro. Vestita con tessuti innovativi di ispirazione biologica che ricordano le creazioni di Neri Oxman, il suo abbigliamento è ornato da motivi e trame ispirati al tocco visionario di Claude Kameni.

L’insieme geometrico dell’Art Nouveau è di un’eleganza sottile, che evoca lo spirito dello stile accattivante di Klimt, senza essere eccessivamente ornato.

Man mano che si procede, il paesaggio urbano emana una miscela perfetta di natura e architettura, una sinfonia perfetta di organico e artificiale. Le strade sono animate dal dolce ronzio della vita e non si può fare a meno di ammirare l’armonia tra l’ambiente costruito e il mondo naturale. Ogni angolo di questa città è una testimonianza dell’ingegnosità della biomimetica e della bellezza del design sostenibile.

Questo sguardo al futuro rivela una città dove innovazione e natura si intrecciano, dove edifici e alberi coesistono in una danza simbiotica.
La visione di Mitchell Joachim e Neri Oxman prende vita in questa oasi urbana, testimonianza delle possibilità illimitate che ci attendono quando abbracciamo la bellezza del mondo naturale nelle nostre imprese architettoniche.
Neri Oxman, esattamente come Mario Cucinella, crede che nel futuro tutte le case saranno stampate in 3D.
@Tecla di Mario Cucinella, la Terra per la Terra.
https://www.mcarchitects.it/progetti/tecla-technology-and-clay
