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Arch. Chiara Rigotti

RECUPERANDO L’ACQUA

Whereas the primary reason of architecture has been to protect man against nature, the contemporary city strives to reconcile human beings and their natural ecosystems. 

Vincent Callebaut

https://vincent.callebaut.org

Il concetto di “Sponge City” è stato sviluppato in Cina come parte di un’iniziativa governativa per affrontare i problemi di allagamenti e gestione delle acque piovane nelle città. Non c’è un progettista specifico associato al concetto di “Sponge City”, poiché coinvolge la collaborazione di diversi esperti, tra cui urbanisti, architetti, ingegneri idraulici e paesaggisti.

Tuttavia, alcuni progettisti e studi di architettura hanno contribuito allo sviluppo e all’implementazione di soluzioni per la gestione delle acque piovane all’interno del contesto delle “Sponge City”. Ad esempio, il progettista cinese Kongjian Yu, fondatore dello studio di architettura Turenscape, ha svolto un ruolo significativo nella promozione di approcci ecologici e sostenibili nella progettazione urbana, compresa la gestione delle acque piovane.

È importante sottolineare che il concetto di “Sponge City” è stato adottato anche in altre parti del mondo, e diversi progettisti e studi di architettura internazionali stanno contribuendo con le loro competenze e soluzioni innovative per affrontare le sfide della gestione delle acque piovane in ambito urbano.

In generale, la progettazione di una “Sponge City” richiede una collaborazione multidisciplinare e coinvolge un team di professionisti provenienti da diverse aree di competenza per sviluppare soluzioni su misura per le esigenze specifiche della città in questione.

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Immaginiamo un progetto di bagno che incorpora i principi di recupero dell’acqua piovana e riciclaggio attraverso il filtraggio naturale delle piante. Questo bagno innovativo offre un approccio sostenibile per la gestione delle risorse idriche, creando un ambiente ecologico e riducendo l’impatto ambientale.

Il bagno è progettato con un sistema di raccolta dell’acqua piovana dai tetti degli edifici circostanti. Questa acqua viene convogliata attraverso appositi sistemi di canalizzazione e immagazzinata in serbatoi sotterranei. L’acqua piovana raccolta viene quindi utilizzata per scopi non potabili, come lo scarico dei water, l’irrigazione delle piante e la pulizia degli ambienti.

Per garantire la qualità dell’acqua raccolta, il sistema prevede un processo di filtraggio naturale. L’acqua viene inviata attraverso una serie di vasche e contenitori con piante acquatiche, come ad esempio giunchi o canne di bambù. Queste piante agiscono come filtri naturali, rimuovendo le impurità e migliorando la qualità dell’acqua. Il risultato è un’acqua pulita e adatta per le diverse applicazioni all’interno del bagno.

 

Oltre al recupero dell’acqua piovana e al riciclaggio, il bagno ecologico è progettato per essere efficiente dal punto di vista idrico. Le fixture, come il water e il lavandino, sono dotate di sistemi di riduzione del flusso e di valvole a doppio scarico per minimizzare il consumo d’acqua. Inoltre, i materiali e le superfici del bagno sono scelti con cura per ridurre al minimo l’accumulo di calcare e facilitare la pulizia.

Dal punto di vista estetico, il bagno presenta un design moderno ed elegante, con elementi di ispirazione naturale e minimalista. Le pareti possono essere decorate con piante rampicanti o pannelli vegetali, creando un’atmosfera rilassante e rigenerante. L’illuminazione è studiata per essere efficiente dal punto di vista energetico, utilizzando lampade a LED e sfruttando al massimo la luce naturale.

Questo progetto di bagno rappresenta un esempio di come l’architettura e il design possano integrare in modo armonioso i principi di recupero delle risorse idriche e il rispetto dell’ambiente. Offre una soluzione sostenibile per l’uso dell’acqua all’interno degli edifici, promuovendo una gestione responsabile delle risorse e contribuendo alla creazione di ambienti più ecologici e salubri.

@chiararigottiarchitetto