Il modello centralizzato di Megalopoli, promosso da architetti come Rem Koolhaas e ultimamente dal lavoro dell’architetto australiano Liam Young, come Planet City World, prevede la creazione di grandi città-satellite, o un’unica grande città, che diventano il centro di un’area metropolitana. Questo modello si basa sull’idea di concentrazione e specializzazione delle funzioni urbane, come il lavoro, il commercio, l’intrattenimento e la cultura, in una sola area geografica. In questo modo, si cerca di massimizzare l’efficienza, la produttività e la qualità della vita degli abitanti.
Planet City di @LiamYoung
Lagos di @RemKoolhaas
Tuttavia, questo modello presenta anche alcuni svantaggi. La concentrazione delle funzioni urbane in un’unica area può portare alla creazione di ghetti e alla segregazione sociale, con la conseguente perdita di diversità culturale e sociale. Inoltre, la densità umana e l’urbanizzazione eccessive possono portare a problemi di traffico, inquinamento, stress e aumento dei costi abitativi.
D’altro canto, il modello decentralizzato e in simbiosi con la natura promuove l’integrazione della città con l’ambiente circostante. Questo modello prevede la creazione di comunità autonome e sostenibili, dove le funzioni urbane sono distribuite in modo equilibrato e integrato con l’ambiente naturale. In questo modo, si cerca di ridurre l’impatto ambientale, promuovere la biodiversità e migliorare la qualità della vita degli abitanti.
Tuttavia, questo modello presenta anche alcuni svantaggi. La decentralizzazione delle funzioni urbane può portare a problemi di isolamento e mancanza di servizi pubblici e infrastrutture. Inoltre, la creazione di comunità autonome può portare a problemi di autarchia e mancanza di diversità culturale e sociale.
Il caso di Krier e il New Urbanisme
Léon Krier (Lussemburgo, 7 aprile 1946) è un architetto e urbanista lussemburghese.
È ritenuto uno dei più influenti architetti del neo urbanesimo e della nuova architettura classica. Il progetto più conosciuto è quello per il villaggio di Poundbury, a Dorset (Inghilterra), per il Principe del Galles. Krier ha avuto grande influenza sul movimento New Urbanism, specialmente negli Stati Uniti.
Léon Krier è sposato con l’artista Rita Wolff e attualmente vive in Provenza. Il fratello maggiore è l’architetto Rob Krier.
Il Piano Guida dell’intervento di riqualificazione e recupero della vasta area di San Donato (fiat-fondiaria) all’interno del quartiere di Novoli nel Comune di Firenze è stato progettato e redatto da Léon Krier.
(Wikipedia)
Il piano di Novoli fu redatto nello studio dell’architetto Torinese Aimaro Isola, in collaborazione per tutti gli esecutivi con lo studio dell’architetto Giorgiomaria Rigotti, mio padre. E l’influenza di Krier e dei suoi schizzi è impressa nella mia fantasia di urbanista oggi, dopo il covid.
L’ideogramma Res Publica Res Economica Civitas di Leon Krier è il diagramma fondante del New Urbanism. La tesi è che le città reali sono costituite da due ambiti distinti: pubblico e privato.
Krier ha paragonato il disegno in alto a sinistra a una mappa turistica che si acquista visitando una città. Gli edifici e gli spazi di cui i cittadini sono più orgogliosi sono rappresentati in tre dimensioni. Questi edifici illustrati rappresentano la storia, la cultura e i valori della società. Al contrario, i blocchi di edifici privati sono disegnati senza abbellimenti, suggerendo che sono meno importanti degli edifici civici e che dovrebbero essere più tranquilli nella loro espressione architettonica.
(https://www.cnu.org/publicsquare/leon-kriers-foundational-diagram )

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RIGIDITA NON RESILIENTE DELLA CITTA’ POST COVID
Meerow S., Newell J.P. e Stults M., 2016, “Defining urban resilience: A review”, Landscape and Urban Planning, 147, pp. 38-49): la gran parte delle città in cui viviamo presentano scarsissima capacità di reazione ai cambiamenti improvvisi e di adattamento al nuovo corso, tanto che la resilienza continua a rappresentare più una buona pratica messa in atto da alcune città che una consuetudine.
https://ilbolive.unipd.it/it/news/nodi-vengono-pettine-citta-postpandemica-problemi
Un articolo interessante che spiega la rigidità della città post industriale ancora legata a orari e spazi ” ...funzionamento delle città, infatti, queste continuano ad essere fortemente scandite da orari e tempi rigidi, legati al lavoro, allo studio, quasi fossimo ancora in epoca fordista”
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NUOVE SPERIMENTAZIONI
TACTICAL URBANISM
06/02/2023 – La piattaforma TerraViva Competitions ha lanciato anche quest’anno Tactical Urbanism NOW! la sfida progettuale per immaginare spazi pubblici più inclusivi, sicuri ed attrattivi e migliorare le condizioni delle città in cui viviamo. I partecipanti hanno tempo fino al 19 maggio per consegnare le proprie proposte.
https://www.archiportale.com/news/2023/02/eventi/tactical-urbanism-now!-2023_92494_32.html
Il Tactical Urbanism è un movimento che si concentra sulla creazione di interventi temporanei e a basso costo nell’ambiente urbano per migliorare la qualità della vita degli abitanti. Si tratta di un approccio bottom-up alla pianificazione urbana, che coinvolge i cittadini e le comunità locali nella creazione di soluzioni innovative per le problematiche urbane.
L’obiettivo del Tactical Urbanism è quello di creare interventi urbani temporanei, come parchi temporanei, percorsi ciclabili temporanei e spazi pubblici temporanei, utilizzando materiali prefabbricati e a basso costo. Questi interventi urbani possono essere realizzati in modo rapido e flessibile, permettendo di sperimentare nuove soluzioni e di testare l’efficacia delle stesse.
Il Tactical Urbanism è nato come risposta alla lentezza e alla burocrazia spesso associata alla pianificazione urbana tradizionale. Invece di aspettare anni per ottenere l’approvazione dei progetti urbani, i cittadini possono utilizzare il Tactical Urbanism per creare soluzioni rapide e flessibili ai problemi urbani.
Il Tactical Urbanism è diventato sempre più popolare negli ultimi anni, soprattutto tra le comunità locali e i gruppi di attivisti urbani. Questo movimento ha dimostrato che anche interventi temporanei e a basso costo possono avere un impatto positivo sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. Inoltre, il Tactical Urbanism ha aperto la strada alla partecipazione dei cittadini nella pianificazione urbana, permettendo loro di diventare attori attivi nel miglioramento delle loro città.
Come architetta ho realizzato uno studio per rivitalizzare uno spazio morto, un ex cimitero e abbiamo usato questa visione/metodologia, insieme a molte altre, per creare spazi metafisici, astratti, che non toccassero terra ma solo la illuminassero.

PLAYFUL URBANISM
L’urbanismo del gioco, noto anche come “playful urbanism” o “urbanismo ludico”, è un approccio alla pianificazione urbana che utilizza il gioco come strumento per coinvolgere i cittadini nella creazione e nella gestione degli spazi pubblici. L’urbanismo del gioco cerca di promuovere l’interazione sociale, la creatività e l’innovazione attraverso l’uso di giochi e attività ludiche.
Ad Atene, in Grecia, si è svolta una manifestazione annuale chiamata “Playing Athens”, che promuoveva l’urbanismo del gioco. L’evento consisteva in una serie di attività ludiche e artistiche che coinvolgevano i cittadini nella riqualificazione degli spazi pubblici della città. Gli organizzatori dell’evento lavoravano in collaborazione con le autorità locali e con i residenti delle zone interessate per creare interventi temporanei e creativi, come installazioni artistiche, percorsi ludici e spazi verdi temporanei.
L’obiettivo di “Playing Athens” era quello di promuovere la partecipazione dei cittadini nella pianificazione urbana e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di creare spazi pubblici più inclusivi, creativi e divertenti. L’urbanismo del gioco può essere un modo efficace per coinvolgere i cittadini nella creazione e nella gestione degli spazi pubblici, promuovendo la coesione sociale e la collaborazione tra le diverse comunità.
Inoltre, l’urbanismo del gioco può avere un impatto positivo sulla salute mentale e fisica degli abitanti delle città, promuovendo lo sviluppo cognitivo, la creatività e la socializzazione. La promozione dell’urbanismo del gioco potrebbe essere un modo innovativo per affrontare le problematiche urbane e per migliorare la qualità della vita degli abitanti delle città.

https://espacepublicespace.wixsite.com/epep

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Atene

2010, Tasos Chalkiopoulos, a graphic designer and Dimitris Rogopoulos, a journalist presentano una città in cui lo sguardo parte dal basso verso l’alto. Come dovrebbe essere sempre, insomma.
