8 aprile 2024, esce il mio primo libro e voglio ringraziare
Isabel Pascual, Bernard, Elsa, Jordi Font, Xavi Codina, Pilar, Alboudi Dicko, Reggae, Olivier Somé, Sita Sanou, Mme Tamini, Ylassun, Thomas Granier, Zi Matériaux, Mme Bado, Bema Ouattara, Hamidou Konfé, Camille Sanou, Daphné&Tita, Cinomade et Akatcha, Pierre Le Signor, Soly Volna, JUMP, Mariana Micalchikova, Marion&Olivia, OUAGA JUNGLE, Amandine, BIBLIOBROUSSE, Ciné Guimbi, Berni, Lili Auderset, Jean-Louis Foulcrand, Jean de l’U-Auben, Mr Ndyai, Giuliana.
Alla memoria di tutti quelli che non ci sono più.
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E’ possibile una svolta animista in architettura?
Bobo break, manifesto per un’architettura animista

Questo libro è nato dalla mia necessità di aprire un dialogo con altri curiosi abitanti delle città, con altri cittadini cosmopoliti, sull’esistenza di un’anima non umana, sull’anima del mondo, sulla percezione della città da un punto di vista frontale e vissuto, come sperimentato da tutti i sensi, che ho vissuto nel fare architettura a Bobo, cambiando il mio modo di ascoltare la natura, il territorio e che gli antropologi definiscono svolta ontologica.

La svolta ontologica è una teoria antropologica usata come strumento di riflessione che considera la coesistenza di molti mondi diversi, strutturati da una logica interna di connessioni da comprendere da dentro, come insieme matematico, in cui tutti gli elementi vivi sono connessi, anche con quelli non umani, con la natura che interagisce con tutto ciò che è presente intorno.
A Bobo, la città è in costante evoluzione intorno a chi la abita, con quartieri che mutano quotidianamente secondo chi li vive, in continuo rapporto simbolico con il non umano, la natura e le cose, ma senza un continuum urbano visibile come siamo abituati a leggere nella città costruita, dove però è presente un continuum di senso vivibile, anche se diversamente ordinato, inclusivo.

Il dis-continuum urbano a Bobo, nel suo continuum di senso, è vissuto dagli abitanti come qualsiasi organismo umano percepisce il suo intorno ambientale, attraverso tutti i sensi, in modo immersivo, frontale. Il mondo di Bobo e del suo territorio mi ricordano che esistono alternative possibili al futuro.
