8 aprile 2024, esce il mio primo libro e voglio ringraziare
Isabel Pascual, Elsa, Jordi Font, Xavi Codina, Pilar, Alboudi Dicko, Reggae, Olivier Somé, Sita Sanou, Mme Tamini, Ylassun, Thomas Granier, Zi Matériaux, Mme Bado, Bema Ouattara, Hamidou Konfé, Camille Sanou, Daphné&Tita, Cinomade et Akatcha, Pierre Le Signor, Soly Volna, JUMP, Mariana Micalchikova, Marion&Olivia, OUAGA JUNGLE, Amandine, BIBLIOBROUSSE, Ciné Guimbi, Berni, Lili Auderset, Jean-Louis Foulcrand, Jean de l’U-Auben.
Alla memoria di tutti quelli che ho conosciuto e che non ci sono più.


Ciné Guimbi, projet de l’atelier Lalo, Paris.
..
Bobo-Dioulasso, una città africana di media grandezza, si manifesta attraverso la sua oralità e l’arte dei griots, non solo agli occhi di chi la osserva ma anche nella memoria di chi ascolta le sue storie.
Non si può raccontare senza passare attraverso i suoi canti e le sue danze. È un luogo dove la parola modella l’argilla nelle zone rurali durante i lunghi sei mesi della stagione secca, da novembre a maggio, e dove la musica dà vita agli spazi urbani durante i matrimoni e le celebrazioni di quartiere. Il ritmo quotidiano è scandito dal suono delle donne che preparano il to’, la polenta, dall’intensa attività dei mercati mattutini e infine dalle storie narrate
nei maquis serali.

Questo libro si propone di narrare le storie ascoltate dall’autrice e i significativi cambiamenti che hanno interessato sia le aree rurali che urbane di Bobo in un determinato arco temporale, a partire da un periodo di stabilità politica che è durato 27 anni, dal 1987 al 2014. Durante questi anni, il Burkina Faso è stato governato da un uomo controverso, temuto e ammirato, che ha compiaciuto alcuni ma dimenticato altri, portando Bobo-Dioulasso a distaccarsi dalle politiche centrali.
Tuttavia, il delicato equilibrio cominciò a incrinarsi nel 2002 con la guerra civile in Costa d’Avorio e divenne ancora più instabile con la scoperta di grandi risorse auree nel Burkina Faso nel 2006, trasformando il Sahel in un Eldorado poi dimenticato.
