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Arch. Chiara Rigotti

CONNESSIONI URBANE INTRICATE E NECESSARIE – TRA FORMALE E INFORMALE

CONNESSIONI URBANE- UNO SCENARIO DEL FUTURO OTTIMISTA

AbdouMaliq Simone è Senior Professorial Fellow presso l’Urban Institute dell’Università di Sheffield e co-direttore del Beyond Inhabitation Lab del Politecnico di Torino.

Lavora su questioni di composizione spaziale in regioni urbane estese, sulla produzione di vita quotidiana per le maggioranze urbane del Sud globale, sugli immaginari infrastrutturali, sugli affetti collettivi, sulla blackness globale e sulle storie del presente delle classi lavoratrici musulmane. Ricercatore associato presso il Max Planck Institute for the Study of Religious and Ethnic Diversity, visiting professor presso l’African Centre for Cities dell’Università di Città del Capo, ricercatore associato presso il Rujak Center for Urban Studies di Giacarta e ricercatore presso l’Università di Tarumanagara.

“Non si tratta di celebrare l’informale; non si tratta di dare il giusto spazio ai subalterni. Si tratta di scoprire l’incipiente formazione di nuove città e regioni urbane nelle intricate maglie relazionali di come le cose vengono fatte, una città e una regione più inclusive e che massimizzano l’intraprendenza dei loro abitanti, che suggeriscono nuovi modi per le istituzioni di connettersi concretamente con i loro elettori e per le pratiche dei residenti di informare le operazioni di quelle stesse istituzioni. Di recente, ho completato la fase iniziale di uno studio che analizza i modi in cui i giovani di diverse città immaginano la loro futura vita urbana e le pratiche che mettono in atto per affrontare la crescente incertezza e la simultanea apertura e chiusura di spazi di manovra.”

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ECCO IL VUOTO E L’OMRA DELLE CITTA AFRICANE- L’INVISIBILE RICCO DI SENSO

Come Bruno invitava a comprendere il vuoto e l’ombra per ottenere una conoscenza più profonda dell’universo, così anche le zone informali e spontanee delle città africane offrono una prospettiva diversa e preziosa sulla città e sulla società nel loro insieme. Esplorando e comprendendo queste aree, è possibile scoprire l’ingegno, la creatività e la resilienza delle persone che vi abitano, e trovare soluzioni innovative per affrontare le sfide urbane.

In primo luogo, il concetto di vuoto può essere associato alle aree urbane informali che emergono come risultato di una crescita rapida e disorganizzata delle città africane. Queste zone spesso si sviluppano in spazi lasciati vuoti o sotto-utilizzati, come terreni abbandonati o aree industriali dismesse. Il vuoto in questo contesto rappresenta l’opportunità e il potenziale per la comunità di creare un proprio spazio e soddisfare le proprie esigenze.

L’ombra, d’altra parte, può essere paragonata alle dinamiche sociali e culturali che si sviluppano nelle zone informali delle città africane. Queste aree sono spesso caratterizzate dalla presenza di una ricca diversità culturale, comunità vivaci e relazioni sociali forti. L’ombra rappresenta l’aspetto nascosto di queste comunità, che spesso sono trascurate o ignorate dalle autorità e dal sistema formale. Tuttavia, queste aree informali sono ricche di energia, creatività e resilienza, simili all’ombra che Bruno attribuiva all’essenza divina.

@chiararigottiarchitetto