Le città africane sono oggetto di numerosi studi e ricerche riguardanti la pianificazione urbana, lo sviluppo sostenibile e l’implementazione di tecnologie intelligenti. In particolare, il concetto di “smart city” (città intelligente) è diventato un argomento di crescente interesse per molti governi e urbanisti in Africa.
Gli studi sulle città africane e le smart city si concentrano su diversi aspetti, tra cui:
- Pianificazione urbana: L’urbanizzazione rapida e la crescita delle città in Africa pongono sfide significative in termini di pianificazione urbana. Gli studi cercano di identificare modelli di sviluppo sostenibile, gestione del territorio e distribuzione delle risorse per affrontare le sfide urbane e promuovere la qualità della vita nelle città africane.
- Tecnologie intelligenti: Le smart city in Africa incorporano tecnologie innovative per migliorare l’efficienza, la sostenibilità e la qualità dei servizi urbani. Gli studi esplorano l’adozione di soluzioni tecnologiche come l’Internet delle cose (IoT), la connettività, i sistemi di monitoraggio e controllo, l’energia sostenibile e la gestione dei rifiuti.
- Inclusione digitale: Gli studi sulle smart city in Africa mettono in evidenza l’importanza di garantire l’accesso alle tecnologie digitali e alle infrastrutture ICT per tutti i cittadini. Si esplorano iniziative per ridurre il divario digitale, promuovere l’alfabetizzazione digitale e migliorare l’accesso ai servizi digitali nelle comunità urbane africane.
- Sostenibilità ambientale: La promozione della sostenibilità ambientale è un elemento chiave nelle smart city africane. Gli studi analizzano strategie per la gestione delle risorse naturali, l’efficienza energetica, il riciclaggio dei rifiuti, la mobilità sostenibile e l’uso delle energie rinnovabili nelle città africane.
Alcuni degli autori e accademici che hanno contribuito agli studi sulle città africane e le smart city includono Susan Parnell, Edgar Pieterse, AbdouMaliq Simone, Vanessa Watson e Carlos Nunes Silva, solo per citarne alcuni.
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@disgirl_visions_23
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In precedenza ha ricoperto incarichi accademici presso la Wits University e l’Università di Londra (SOAS). È stata Leverhulme Visiting Professor presso l’UCL nel 2011/2, Emeka Anyaoku Visiting Chair University College London nel 2014/15 e Visiting Professor presso LSE Cities nel 2017/18.
Ha partecipato attivamente ai dibattiti sulle politiche urbane locali, nazionali e globali intorno agli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 ed è una sostenitrice di un migliore impegno della politica scientifica sulle città.
Estratto da:
RE)THEORIZING CITIES FROM THE GLOBAL SOUTH: LOOKING BEYOND NEOLIBERALISM – Susan Parnell
Dipartimento di Scienze Ambientali e Geografiche e Centro Africano per le Città, Università di Città del Capo Rondebosch, SudafricaJennifer RobinsonDipartimento di Geografia, University College London, Londra, Regno Unito e Centro Africano per le Città, Università di Città del Capo Rondebosch, SudafricaAbstract:
“La transizione demografica della fine del XX e dell’inizio del XXI secolo ha spostato il luogo di urbanizzazione delle popolazioni dal Nord al Sud del mondo. Poiché l’epicentro teorico degli studiosi e dei politici urbani si adatta a questa transizione, è inevitabile un certo riallineamento nel modo in cui le idee vengono ponderate e applicate. Questa ricalibrazione, anche se non è necessariamente comoda per coloro che occupano posizioni consolidate di potere intellettuale, è auspicabile e forse anche attesa.
L’argomentazione generale qui presentata è che il recente lavoro sul neoliberismo, nonostante la sua qualità e rilevanza per molti luoghi, dovrà essere “provincializzato” al fine di creare spazio intellettuale per idee alternative che possano essere più rilevanti per le città dove ora risiede la maggioranza della popolazione urbana mondiale. A tal fine, esploriamo i limiti della critica al neoliberismo, una prospettiva che ha assunto dimensioni egemoniche nella letteratura geografica progressista. Nel cercare intuizioni post-neoliberali, mettiamo in evidenza due lavori che affrontano anche questioni di ingiustizia urbana. Il primo è la letteratura sulla libertà di popolazione, in gran parte generata dalla pratica, e la sua fusione in una letteratura di risorgente interesse per il diritto alla città.
Il secondo quadro teorico che esploriamo come contrappunto alla critica neoliberale è il nascente dibattito sulle dimensioni e la forma dello Stato subnazionale, sostenendo che è giunto il momento di portare in primo piano la difficile questione della forma più appropriata di governo urbano. Infine, suggeriamo che se lo Stato deve essere una componente importante nel panorama dello sviluppo urbano, saranno necessarie iniziative di ogni tipo nella ricerca e nello sviluppo delle capacità, prestando un’attenzione sostanzialmente maggiore alla documentazione dei cambiamenti urbani in città finora poco studiate e imparando dalla pratica come trasformare il canone teorico per garantire la rilevanza del XXI secolo.”
https://www.tandfonline.com/doi/epdf/10.2747/0272-3638.33.4.593?needAccess=true&role=button
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