Las Gaviotas
Molto prima che la sostenibilità diventasse un mantra globale, negli anni ’70 l’ingegnere e inventore colombiano Paolo Lugari fondò Las Gaviotas3, un villaggio sperimentale in piena savana llanera, in una delle zone più povere e desertificate del paese. L’obiettivo era dimostrare che anche in un territorio “impossibile” si poteva vivere in modo dignitoso, autonomo e in armonia con l’ambiente. In pochi anni, Gaviotas divenne un laboratorio vivente di innovazione ecologica: furono sviluppate turbine eoliche a basso costo, pompe d’acqua azionate da bambini, ospedali a energia solare, scuole bioclimatiche. Piantando milioni di alberi di pino caribea su suoli esausti, i gaviotanos hanno dato vita a una foresta rigogliosa che ha rigenerato la biodiversità locale.
Ma più che un insieme di tecnologie, Las Gaviotas è un modello culturale: una comunità che rifiuta l’assistenzialismo e l’individualismo, che costruisce cooperazione, bellezza e resilienza. In un’epoca in cui molte smart city si basano su sorveglianza, digitalizzazione e privatizzazione, Gaviotas propone una “intelligenza ecologica” fondata sull’ascolto del territorio e sull’autonomia collettiva.
Questi due esempi – uno vicino alla capitale, l’altro in una delle aree più marginali del paese – mostrano come sia possibile ripensare il paesaggio urbano e rurale come alleato, non come oggetto di controllo. Ci insegnano che esistono futuri urbani alternativi, non basati su algoritmi o acciaio, ma su terra, memoria e relazioni.

Gaviotas Colombia: come la riforestazione ha trasformato 8.000 ettari
Gaviotas Carbon Offset Initiative – Marion Institute
L’espansione del Parco Naturale Nazionale nasce dalla necessità evidenziata da lungo tempo dai popoli indigeni Arhuaco (Iku) e Kogui (Kággaba) di proteggere il loro territorio ancestrale, un’esigenza fatta proprioa dal Consejo Territorial de Cabildos Indígenas de la Sierra Nevada de Santa Marta (CTC), la rappresentanza congiunta dei 4 popoli indigeni della Sierra Nevada (ci sono anche i Wiwa e i Kankuamos) che hanno delegato, nell’esercizio del loro governo, ai popoli Arhuaco e Kogui il processo di concertazione con Parques Nacionales. Comunque. Le 4 comunità indigene sono state convocate e hanno partecipato alla protocollazione degli accordi nell’ambito della consultazione preventiva.
Il governo ha concluso un percorso già avviato dal 2016: nell’attuazione del percorso di dichiarazione insieme a Kogui e Arhuaco sono stati compiuti progressi nella caratterizzazione biofisica, socioeconomica e culturale, identificando siti sacri, gestione ancestrale e aree prioritarie per la conservazione nei territori proposti per l’ampliamento. I risultati degli studi e della caratterizzazione dell’area proposta indicano che «Esistono elementi biofisici, sociali e culturali» supportati dall’ Academia colombiana de Ciencias Exactas, Físicas y Naturales «Per espandere il PNN SNSM e quindi contribuire alla salvaguardia dei valori ambientali e culturali presenti .nella Sierra Nevada de Santa Marta».

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