DANZA E ARCHITETTURA
Ci sono diversi architetti che si sono ispirati alla danza e ai movimenti del corpo umano per creare i loro progetti. Ecco alcuni esempi di architetti arci noti per la loro connessione con il movimento e la fluidità:
- Santiago Calatrava: L’architetto spagnolo Santiago Calatrava è noto per le sue opere che combinano elementi di architettura e scultura. La sua formazione iniziale come scultore gli ha dato una sensibilità per il movimento e le linee fluide, che si riflettono nei suoi progetti architettonici distintivi.
- Frank Gehry: L’architetto canadese-americano Frank Gehry è celebre per le sue opere audaci e scultoree. La sua concezione architettonica spesso si ispira al movimento e al flusso dei corpi, creando strutture che sembrano danzare nello spazio.
- Zaha Hadid: La defunta Zaha Hadid è stata una delle architette più famose e influenti del XXI secolo. Le sue opere si caratterizzano per le linee fluide, le curve eleganti e una sensibilità verso la dinamicità del movimento, richiamando l’energia e la grazia della danza.
- Fumihiko Maki: L’architetto giapponese Fumihiko Maki ha dimostrato un interesse per la connessione tra danza e architettura. Il suo progetto per il Teatro Noh di Tokyo è stato influenzato dal movimento e dalla simbologia della danza tradizionale giapponese.
- Jørn Utzon: L’architetto danese Jørn Utzon è conosciuto principalmente per aver progettato l’Opera House di Sydney, una struttura iconica che richiama le vele di una nave o le ali di un uccello in volo. Questo progetto è stato ispirato dalle sue osservazioni sulla danza e sul movimento degli artisti sul palcoscenico.
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Personalmente mi sono confrontata con progetti di danza nello spazio pubblico qui in Burkina e a Torino, con l’Associazione Katouma come il progetto Spazio alla Musica del 2011 in collaborazione con ASF Piemonte. L’ultimo evento organizzato è stato nel 2019 con Assaggi d’Africa, finanziato dall’Agenzia Internazionale per la Cooperazione Italiana.
Da queste esperienze nel 2016 è nato un corso all’Università di Architettura in Burkina Faso dove mi occupo di visioni urbane e di flashmob nello spazio pubblico per sensibilizzare la collettività, per creare comunità e per portare l’arte nelle strade. Siamo stati protagonisti di un evento importante con altri attori della città che si è ripetuto per 3 anni dal 2018 al 2020 e ogni anni con allievi diversi ci proponiamo nuove sfide.

https://espacepublicespace.wixsite.com/epep
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LE CELEBRAZIONI
“Nel teatro religioso la narrazione si costruisce su tappe che sono movimenti fisici chiari, paradigmatici e che danno vita a ciò che noi oggi potremmo definire “processione”. La narrazione è intrinsecamente legata a ciò che il corpo dice, ai suoi movimenti nello spazio e a come in questo agisce e penetra. La manifestazione fisica di un sentimento, perciò, non ha mai potuto prescindere dal movimento, dalla messa in atto di un corpo che è inevitabilmente al centro della scena.”
Storia del danzatore: dal balletto classico a Pina Bausch
29 MARZO 2021, di REBECCA RICCIOLO
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Dopo la pandemia di COVID-19, molte grandi metropoli hanno affrontato un aumento dell’isolamento e delle sfide sociali. Le misure di distanziamento sociale, il lockdown e le restrizioni hanno portato a cambiamenti significativi nella vita urbana e nelle interazioni sociali. Ecco alcune delle dinamiche osservate:
Isolamento sociale: Le restrizioni e le misure di distanziamento sociale hanno comportato una diminuzione delle interazioni sociali faccia a faccia. La chiusura di luoghi pubblici, l’adozione del lavoro da remoto e la riduzione delle attività sociali hanno contribuito a un senso di isolamento per molti individui nelle grandi metropoli. La mancanza di contatto umano diretto può avere un impatto sulla salute mentale e sul benessere generale delle persone.
Rinnovata valorizzazione dello spazio pubblico: Nonostante l’isolamento, ci sono stati anche casi in cui gli spazi pubblici all’aperto sono diventati ancora più preziosi. I parchi, i giardini e altre aree aperte sono diventati luoghi di incontro sicuri, dove le persone possono socializzare nel rispetto delle norme di distanziamento fisico. Questo ha portato a una riscoperta di tali spazi e a un nuovo apprezzamento per la vita all’aria aperta.
Adozione di tecnologie per la connessione sociale: Le tecnologie digitali e le piattaforme online sono state ampiamente utilizzate per compensare l’isolamento sociale. Videochiamate, messaggistica istantanea e social media sono diventati strumenti importanti per mantenere i legami sociali e ridurre l’isolamento. Tuttavia, queste interazioni digitali non possono sempre sostituire completamente il contatto umano diretto.
Riscoperta della comunità locale: In alcune situazioni, l’isolamento nelle grandi metropoli ha portato a una maggiore attenzione verso la comunità locale. Sono emersi progetti di solidarietà, gruppi di volontariato e reti di sostegno che hanno cercato di colmare il divario causato dall’isolamento sociale. Questo ha evidenziato l’importanza della solidarietà e della cooperazione all’interno delle comunità urbane.
L’isolamento sociale può essere una sfida nelle grandi città, credo sia fondamentale adottare strategie per promuovere la connessione sociale, il supporto comunitario e la salute mentale.
A questo proposito mi ispiro a due visionari, una del passato prossimo, Pina Bausch e l’altro, Liam Young, architetto australiano presto alla Biennale di Venezia 2023.
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PINA BAUSCH
Pina Bausch è stata una coreografa e danzatrice tedesca, conosciuta per la sua innovativa e influente opera nel campo della danza contemporanea. Il suo lavoro ha spesso esplorato il profondo legame tra la danza e le emozioni umane, incluso il riso.
Bausch credeva che la danza fosse una forma d’arte che poteva esprimere il vissuto emotivo degli individui. Le sue coreografie spesso mettevano in evidenza le dinamiche delle relazioni umane, le passioni, le gioie, i dolori e le contraddizioni dell’esistenza umana. La danza di Bausch non si limitava alla pura estetica del movimento, ma cercava di rivelare la complessità dell’esperienza umana attraverso il linguaggio del corpo.

https://www.labiennale.org/it/danza/2018/biennale-danza-2018/film-pina
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LIAM YOUNG
Liam Young è un architetto, scenografo e regista australiano che si è guadagnato una reputazione per la sua visione futuristica e interdisciplinare dell’architettura e del design. Young ha spesso esplorato le connessioni tra diverse discipline artistiche e ha cercato di rompere i confini tradizionali.
Nel suo lavoro, Young ha esplorato la possibilità di integrare il movimento e la performance nella progettazione degli spazi. Ha sperimentato con l’idea di come gli spazi architettonici possono essere concepiti e adattati per ospitare performance e danza, sfidando le convenzioni e cercando nuovi modi di coinvolgere il pubblico.
PLANET CITY WORLD
“Una città per 10 miliardi di persone, l’intera popolazione della terra dove consegneremo il resto del mondo a una natura selvaggia su scala globale e alla restituzione delle terre rubate.
Come conseguenza di centinaia di anni di colonizzazione, globalizzazione ed estrazione economica senza fine, abbiamo rifatto il mondo dalla scala della cellula alla placca tettonica. Ma cosa succederebbe se invertissimo radicalmente questa dispersione planetaria e ci ritirassimo dalla nostra vasta rete di città in un’unica metropoli iperdensa che ospita l’intera popolazione della Terra?”
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Ecco le mie immagini di danza e futuro.
In conclusione, la risata ha una funzione sociale importante. Ridere insieme può aiutare a creare e rafforzare legami tra le persone. Quando ridiamo insieme, condividiamo un momento di gioia e di connessione emotiva. La risata può rompere le barriere sociali e creare un senso di appartenenza e di condivisione. (Yuval Noah Harari docet)
L’umorismo ci permette di affrontare situazioni difficili o stressanti in modo più leggero. Attraverso la risata, possiamo distanziarci dagli eventi negativi e ottenere una prospettiva più positiva o ironica.
Tocca a noi architetti immaginare luoghi adatti per celebrare la vita umana in armonia con la Foresta e per rafforzare quei legami di collaborazione così necessari alla sopravvivenza di noi mammiferi sapiens.





