La città non è solo una somma di elementi fisici, ma una struttura leggibile attraverso relazioni. La sua comprensione avviene per selezione, semplificazione e riconoscimento di elementi significativi.
L’immagine urbana è ciò che resta nella mente dopo l’esperienza dello spazio: una costruzione mentale fatta di percorsi, margini, nodi, riferimenti.
Questo metodo parte dal confronto tra due rappresentazioni:
- carta tecnica → struttura, ordine, misura
- immagine satellitare → realtà, uso, variazione
L’obiettivo non è sovrapporre immagini, ma costruire una lettura consapevole del luogo.

La lettura urbana si struttura secondo cinque categorie fondamentali: percorsi, margini, nodi, aree e riferimenti. I percorsi sono le linee di movimento, i margini definiscono i confini, i nodi rappresentano i punti di concentrazione, le aree identificano parti omogenee della città, mentre i riferimenti sono elementi riconoscibili che orientano lo spazio. Questi elementi vengono rappresentati attraverso segni semplici, coerenti e ripetibili, costruendo una legenda grafica essenziale.
L’attenzione si concentra infine sulla soglia, intesa non come linea ma come spazio intermedio tra costruito e naturale, tra ordine e disordine. La sovrapposizione delle immagini permette di individuare queste condizioni e di renderle visibili. Il risultato finale non è una mappa descrittiva, ma una rappresentazione critica che diventa base per il progetto.
L’immagine della città (Kevin Lynch)
La città è leggibile quando i suoi elementi sono riconoscibili e organizzati. L’osservatore costruisce una propria mappa mentale basata su alcuni elementi fondamentali:
- percorsi (paths): linee di movimento
- margini (edges): confini, limiti
- quartieri (districts): aree riconoscibili
- nodi (nodes): punti di concentrazione
- riferimenti (landmarks): elementi distintivi

L’attività ha permesso di sviluppare un approccio consapevole alla lettura dello spazio urbano, ponendo le basi per la fase successiva di progettazione.
La mappa non è stata intesa come semplice rappresentazione, ma come strumento critico e operativo, capace di rendere visibili relazioni, margini e potenzialità del territorio.
