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Arch. Chiara Rigotti

UNA NUOVA STORIA Ep.3- IL PIANO DI YANNI E TOM

Yanni e Tom si sono conosciuti durante i loro anni di scuola. Erano compagni di classe, ma dopo la laurea avevano preso strade diverse e si erano persi di vista. Tuttavia, il destino decide di farli incontrare di nuovo durante il black out che colpisce la città di Wasya.

Inizialmente, Tom non è consapevole l’algoritmo che ha causato il black out sia stato da lui creato. Sospetta solamente di aver commesso qualche errore nel suo lavoro come ingegnere informatico. Nel frattempo, Yanni, che lavora agli Orti Pensili, si preoccupa per il futuro della città e cerca modi per aiutare la comunità a superare questa crisi.

La scoperta del coinvolgimento di Tom nella causa del black out avviene in modo casuale. Mentre è immerso nella sua ricerca nel laboratorio nel bosco, intento a studiare il linguaggio degli alberi, Tom decide di consultare le registrazioni delle telecamere di sicurezza della città. Durante la visione dei filmini, si rende conto che è stato il suo algoritmo a provocare il black out.

Sconvolto dalla scoperta, Tom si sente in colpa e decide di fare tutto il possibile per risolvere la situazione che ha causato. È in quel momento che il destino riunisce Tom e Yanni ancora una volta. Conoscendo le competenze e le conoscenze di Yanni nell’agricoltura e l’importanza degli Orti Pensili per la città, Tom decide di avvicinarsi a lei per chiederle aiuto.

All’inizio, Yanni è sorpresa di rivedere Tom dopo tanto tempo, ma quando lui le spiega la situazione e ammette il suo coinvolgimento nel black out, Yanni decide di perdonarlo e si unisce a lui nella ricerca di una soluzione.

Tom e Yanni si trovano di fronte a una sfida senza precedenti.

Tom comincia ad analizzare attentamente i sistemi e le infrastrutture elettriche della città e scopre che il cortocircuito causato dal suo algoritmo ha colpito una centralina principale. Tom si rende conto che la soluzione non può essere una semplice riparazione, ma richiede un approccio innovativo che sfrutti le risorse locali.

Yanni propone un piano audace. Sapeva che nella città di Wasya c’erano molti edifici con pannelli solari installati sui tetti e batterie di accumulo dell’energia solare. Propone a Tom di utilizzare queste risorse per creare un sistema di microgriglie e distribuire l’energia solare nei quartieri circostanti.

Insieme, Tom e Yanni iniziano a coordinare gli sforzi della comunità. Mobilitano i residenti per installare pannelli solari supplementari sui tetti degli edifici e avviano un programma di formazione per insegnare alle persone come gestire e utilizzare l’energia solare in modo efficiente.

Nel frattempo, il Dottor Keita, il genio scontroso ma buono, si unisce a loro. Con la sua conoscenza in neuroscienze e algoritmi avanzati, contribuisce a creare un sistema di gestione intelligente dell’energia che ottimizza l’uso delle risorse disponibili, prendendo spunto dal lavoro di Tom sugli alberi, anzi sulle loro radici nascoste.

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Ecco la la mia piccola digressione di oggi, una scoperta ecologista !

Cresciuta nelle vaste foreste della Columbia Britannica, in Canada, Suzanne Simard ha sempre avuto una conoscenza innata degli alberi. Ma è stato quando da laureata lavorava nel settore forestale all’inizio degli anni ’80, che ha iniziato a chiedersi perché le nuove piantagioni di alberi — che venivano coltivate per sostituire vaste aree di foreste secolari che erano state abbattute — stessero faticando a sopravvivere. Allora ha iniziato a cercare risposte sottoterra.

È così che Simard, ora professoressa di Ecologia Forestale presso l’Università della Columbia Britannica, in seguito ha scoperto una vasta rete sotterranea di funghi chiamati micorriza, che collega gli alberi insieme consentendo loro di condividere risorse come acqua, azoto e carbonio, nonché informazioni sui loro livelli di salute, nutrizione e stress. Al centro di queste reti tentacolari ci sono “alberi madre”, vecchi alberi che aiutano a sostentare e rigenerare la foresta, aiutando i loro parenti a sopravvivere.

…Ha scoperto che gli alberi sono creature sociali che condividono acqua e nutrienti. E ora l’ecologista Suzanne Simard ci spiega cosa dovremmo imparare da loro

Il suo lavoro ha influenzato registi (James Cameron, Avatar) e scrittori (Richard Powers, Il sussurro del mondo). Il suo ultimo libro si intitola “Trovare l’albero madre” (per ora solo in inglese). Sì perché è lui che aiuta tutti gli altri, poi sostenta e rigenera la foresta…
“Una lezione è la nostra visione di come funzionano gli ecosistemi e di come interagiamo con essi. Questa idea di competizione e sopravvivenza del più adatto si è tradotta nel dominio dell’uomo sulla natura. Non è corretto — ho sempre saputo che eravamo solo inclusi nell’ecosistema perché sono cresciuta in quel modo. Dobbiamo vedere noi stessi come parte di un ecosistema, sapere che abbiamo una responsabilità e un ruolo nell’accudimento e che possiamo essere agenti di cambiamento positivo, invece di cambiamento distruttivo.”

@chiarari gottiarchitetto