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Arch. Chiara Rigotti

WASYA: IL TEATRO POPOLARE

IL TEATRO TOTALE DI WASYA

WASYA

Nel cuore di Wasya, la vivace metropoli che unisce Ouagadougou e Bobodioulasso, sorgono spazi pubblici vibranti e multiculturali, plasmati dalla fusione di tradizioni africane e innovazione futuristica. In questa città del futuro, incontriamo Tom e Yenny, due protagonisti che, ciascuno nel proprio ambito professionale, contribuiscono alla creazione di ambienti unici e coinvolgenti.

Yenny è un’agrarista paesaggista impegnata presso gli Orti Pensili, un progetto all’avanguardia che fonde agricoltura urbana, design sostenibile e armonia estetica. Uno dei luoghi pubblici che Yenny ha contribuito a creare è una serra iper efficiente, caratterizzata da una struttura trasparente che permette alla luce solare di penetrare e alimentare la vegetazione rigogliosa. Dietro la serra si erge una biblioteca art nouveau, dove i cittadini possono immergersi nella conoscenza e nella bellezza dei libri, circondati da un’atmosfera ispiratrice.

D’altra parte, Tom è un ingegnere elettronico cibernetico che lavora nel laboratorio del Dottor Keita, un pioniere dell’intelligenza artificiale e delle reti di comunicazione avanzate. Grazie alla sua expertise tecnologica, Tom contribuisce alla creazione di spazi pubblici interattivi e coinvolgenti. Uno di questi luoghi è un anfiteatro naturale futurista, caratterizzato da gradinate incastonate in un pendio, che conducono a una scena rotonda al centro. Le gradinate sono dotate di accessori tecnologici digitali, che permettono al pubblico di seguire le performance in modo immersivo. Questo anfiteatro prende ispirazione dall’art nouveau nel concetto di Klimt. L’architettura è organica e mimetica, si fonde con l’ambiente circostante, con alberi che si estendono sopra l’atrio coperto, creando un’atmosfera magica. L’intera scenografia richiama l’essenza dell’Africa tribale, con pattern geometrici e tribali che decorano la scena, mentre la giungla e il resto della città fungono da sfondo.

È proprio in questo teatro popolare all’aperto, che Yenny e Tom si incontrano durante una straordinaria performance di danza. I veli leggeri fluttuano nell’aria mentre le luci soffuse creano un’atmosfera suggestiva, trasportando gli spettatori in un mondo incantato. L’architettura retro minimalista si fonde armoniosamente con elementi tribali africani, creando uno spazio unico, sofisticato ed emozionante.

IL TEATRO AFRICANO

L’Africa è ricca di talentuosi sceneggiatori e scenografi che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo del teatro e del cinema nel continente.

2 Registi teatrali africani:

Femi Osofisan è un rinomato drammaturgo e regista nigeriano. Direttore del Teatro Nazionale di Lagos, è stato Visiting Professor in molte università africane ed europee; attualmente insegna presso il Dipartimento delle Arti Teatrali dell’Università di Ibadan. Le sue opere affrontano temi sociali, politici e culturali in modo innovativo, spesso combinando elementi tradizionali con tecniche teatrali contemporanee.

Femi Osofian

Drammaturgo, Nigeria

Femi Osofisan (noto anche come Okinba Launko) è un artista pluripremiato e in movimento, che indossa molte vesti: drammaturgo attivista, accademico, poeta, scrittore, giornalista, attore, regista, autore di canzoni, ecc. Osofisan si è formato a Ibadan, Dakar e Parigi. Dopo diversi anni passati a scrivere, girare film e insegnare nel suo Paese natale e a livello internazionale, si è ritirato dall’insegnamento nel 2011. Successivamente è stato nominato professore emerito di arti teatrali presso l’Università di Ibadan. Membro del Comitato consultivo del Centro internazionale di ricerca della Freie Universität di Berlino, Osofisan è stato nominato Thalia Laureate nel 2016, diventando il primo africano a ricevere il prestigioso premio dell’Associazione internazionale dei critici teatrali. Ha pubblicato cinque romanzi, sei raccolte di poesie e una dozzina di opere teatrali, sia a suo nome che con lo pseudonimo di Okinba Launko.

The Africa-Diaspora Triad Three Plays on African-Americans and the beginnings of African Independence (2): Maya Angelou

A la fin des années 1950, tandis que de nombreux pays africains acquièrent leur indépendance, des Africains-Américains progressistes sont sollicités par la nouvelle élite politique africaine pour aider à l’édification des nouvelles nations. Le Ghana plus particulièrement, sous le dynamique Kwame Nkrumah, attire des figures telles que WEB DuBois, Maya Angelou… Mais quel a été le résultat de cette interaction entre les Africains et leurs hôtes ? Quels ont été leurs gains et pertes mutuelles ? Comment cela a-t-il contribué à élaborer un futur plus prospère ? Ces questions ont déjà été l’objet de la pièce A Nightingale For Dr Dubois ; Femi désire les aborder de nouveau à travers la figure de Maya Angelou. 

https://camargofoundation.org/fr/programmes/la-diaspora-culturelle/femi-osofisan/

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Brett Bailey (Sudafrica)

Bailey è un regista teatrale sudafricano che ha guadagnato fama internazionale con le sue produzioni teatrali audaci e provocatorie. Le sue opere affrontano temi come la politica, la storia e l’identità, esplorando il passato tumultuoso del Sudafrica.

MACBETH

IDEAZIONE E REGIA/CREATED AND DIRECTED BY BRETT BAILEY
MUSICHE/MUSIC FABRIZIO CASSOL
DAL/FROM MACBETH DI/BY GIUSEPPE VERDI
DIREZIONE MUSICALE/DIRECTOR PREMIL PETROVIC
CON DIECI/WITH TEN CANTANTI D’OPERA SUDAFRICANI
E LA/AND THE NO BORDERS ORCHESTRA
COREOGRAFIE/CHOREOGRAPHY NATHALIE FISHER
LUCI/LIGHT DESIGN FELICE ROSS
PRODUZIONE/PRODUCTION THIRD WORLD BUNFIGHT

IN COPRODUZIONE CON/IN CO-PRODUCTION WITH KUNSTENFESTIVALDESARTS, KVS, THEATERFORMEN (BRAUNSCHWEIG), THE BARBICAN (LONDON), WIENER FESTWOCHEN, LA FERME DU BUISSON/FESTIVAL D’AUTOMNE À PARIS
CON IL SOSTEGNO DI/WITH THE SUPPORT OF PROGRAMMA “CULTURE” DELL’UNIONE EUROPEA [EU CULTURAL FUND]

luogo/venue teatro politeama
durata/running time 1h 40min
lingua/language inglese con sottotitoli in italiano/english with subtitles in italian
paese/country sudafrica/south africa

E se Shakespeare fosse andato in Africa e avesse scritto lì il Macbeth? Ne sarebbe emersa un’opera contemporanea, cupa e colorata al tempo stesso. A Goma, una città situata nell’est della Repubblica Democratica del Congo, nella regione dei grandi laghi, un gruppo di rifugiati ritrova, all’interno di un baule, i costumi e gli accessori abbandonati da una compagnia teatrale che aveva rappresentato il Macbeth di Verdi durante il periodo coloniale.

https://campaniateatrofestival.it/spettacolo/macbeth-bailey/

 

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UNA SCENOGRAFA CAMERUNENSE

Claude Kameni è una stilista camerunense che si è fatta un nome nel mondo della moda con il suo marchio LavieByCk.

Kameni è una scenografa camerunese che si è distinta per le sue scenografie innovative e creative. Le sue creazioni spesso fondono elementi tradizionali africani con un’estetica moderna, creando ambientazioni visivamente affascinanti.

https://africanvibes.com/designer-spotlight-cameroonian-designer-claude-kameni-is-behind-viola-davis-buzzing-outfit-at-the-golden-globe/

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Per realizzare le immagini del teatro e della performance africana che volevamo mettere in atto con gli studenti, dopo aver guardato il teatro africano dall’Afrofuturismo ( Musical The Wiz, 1970) a Black Panther (2013)

abbiamo studiato il teatro totale di Walter Gropius e il Teatro Continuo di Burri. Abbiamo anche lavorato sui teatri greci che oggi sono ancora scena di spettacoli importanti come quello al Teatro di Siracusa per

“Stefano Boeri Architetti firma il progetto scenico per Le Troiane di Euripide, per la regia di Muriel Mayette-Holtz, in scena dal 10 Maggio al 23 Giugno 2019 al Teatro Greco di Siracusa e promosso da Fondazione INDA.”

https://www.stefanoboeriarchitetti.net/notizie/stefano-boeri-architetti-firma-la-scenografia-de-le-troiane-di-euripide/

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Il TEATRO TOTALE di WALTER GROPIUS

Walter Gropius, il famoso architetto e fondatore della scuola Bauhaus, aveva una visione audace e innovativa per il teatro. Egli credeva che il teatro dovesse essere uno spazio dinamico e polifunzionale, in grado di adattarsi alle esigenze delle diverse performance e di coinvolgere attivamente il pubblico.

Secondo Gropius, il teatro doveva essere progettato come un ambiente flessibile, in grado di ospitare una varietà di spettacoli, dalla danza al teatro, dalla musica alla performance artistica. Egli incoraggiava l’uso di elementi mobili e modulari, che consentissero di trasformare lo spazio scenico in base alle necessità specifiche di ogni produzione.

Lo spazio della scena/4. L’utopico Total Theater di Walter Gropius

Inoltre, Gropius enfatizzava l’importanza della relazione tra spazio scenico e pubblico. Egli credeva che il teatro dovesse essere concepito in modo tale da creare un’intima connessione tra attori e spettatori, eliminando la separazione tradizionale tra palcoscenico e platea. Questo avrebbe favorito un coinvolgimento più diretto e emotivo del pubblico nello spettacolo.

Gropius si interessava anche alla tecnologia e all’uso innovativo delle nuove risorse tecniche nel teatro. Egli incoraggiava l’uso di luci dinamiche, proiezioni e suoni immersivi per creare atmosfere suggestive e coinvolgenti. La tecnologia doveva essere utilizzata in modo creativo e integrato nell’architettura stessa del teatro, contribuendo a una migliore fruizione dello spettacolo da parte del pubblico.

In sintesi, Gropius considerava il teatro come un luogo di sperimentazione e innovazione, in cui architettura, spazio scenico e tecnologia si univano per creare esperienze teatrali uniche e coinvolgenti. La sua visione del teatro come un ambiente flessibile, interattivo e polifunzionale ha influenzato notevolmente il campo dell’architettura teatrale e ha contribuito a ridefinire il concetto di spazio scenico.

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Casa da Musica di Porto, Rem Koolhaas

Rem Koolhaas, fondatore dello studio di architettura OMA (Office for Metropolitan Architecture). Uno dei suoi progetti più noti nel campo teatrale è il Teatro Casa da Música a Porto, in Portogallo.

Il Teatro Casa da Música è un edificio straordinario che si distingue per la sua audacia architettonica e la sua forma distintiva. È caratterizzato da linee geometriche e forme irregolari, che sfidano le convenzioni tradizionali dei teatri. L’edificio è composto da una serie di volumi sovrapposti e intersecati, creando un’architettura dinamica e sorprendente.

Koolhaas ha progettato il teatro in modo che gli spazi interni siano altrettanto innovativi e flessibili. La sala principale del teatro, ad esempio, è un’ampia struttura con una disposizione degli spazi non convenzionale. Le pareti e il soffitto sono rivestiti in legno, creando un’acustica eccezionale e un’atmosfera intima per gli spettatori.

Ciò che rende il Teatro Casa da Música di Koolhaas così innovativo è la sua capacità di adattarsi a una vasta gamma di performance artistiche e culturali. Ogni spazio è stato progettato in modo da poter essere utilizzato per diverse tipologie di spettacoli, dalla musica classica alla danza contemporanea, dal teatro sperimentale alla performance multimediale.

L’approccio di Koolhaas al teatro si basa sulla sperimentazione e sulla creazione di esperienze uniche per il pubblico. La sua architettura sfida le convenzioni e invita a una nuova riflessione sul ruolo e la natura dei teatri contemporanei. Il Teatro Casa da Música è diventato un’icona nell’ambito dell’architettura teatrale e rappresenta l’ingegno e l’innovazione di Rem Koolhaas nel campo dell’architettura contemporanea.

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IL TEATRO CONTINUO DI BURRI

“Il Teatro Continuo Burri prende vita e torna ai milanesi con un ricco programma di attività culturali partecipate dai cittadini al parco Sempione, nel cuore di Milano.
L’opera viene consegnata alla città, nell’ambito delle attività legate al Centenario della nascita dell’artista, in occasione di Expo 2015 e fa parte del palinsesto di appuntamenti di ExpoinCittà.”
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Questo approccio rivoluzionario al teatro e alla scenografia si concentra sull’integrazione totale degli elementi architettonici, scenografici e spaziali, creando un ambiente teatrale continuo e fluido. L’idea di base è quella di superare le tradizionali divisioni tra palco e platea, creando un’esperienza teatrale immersiva in cui gli attori e il pubblico sono coinvolti nello stesso spazio.
Nel teatro continuo, gli elementi scenici si estendono oltre il palco tradizionale, abbracciando l’intero spazio teatrale. Questo può includere rampe, ponti, piattaforme e percorsi che si estendono nell’area occupata dal pubblico, consentendo agli attori di muoversi liberamente e creando un senso di interconnessione tra gli spettatori e la performance. Gli elementi scenografici possono essere modulari e flessibili, consentendo una rapida trasformazione e adattamento dello spazio scenico per soddisfare le esigenze delle diverse produzioni teatrali.

 “Il Teatro progettato da Burri si fa continuo perché rappresenta il divenire, ed è cangiante a seconda di ciò che vi si svolge. Ma soprattutto perché è un’opera che dura attraverso le generazioni.”

 

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Biblio&Media

Marco Biraghi, Storia dell’architettura contemporanea, in Piccola biblioteca Einaudi, vol. 1, Torino, Einaudi, 2008

S, M, L, XL: Small, Medium, Large, Extra Large, First Edition by Rem Koolhaas (Author), Bruce Mau (Author), Jennifer Sigler (Editor)

https://pt.wikipedia.org/wiki/Casa_da_Música 

https://www.treccani.it/enciclopedia/teatro-totale_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/ 

https://www.domusweb.it/it/notizie/2015/05/23/il_teatro_continuo_burri.html 

Il recupero del Teatro Continuo di Alberto Burri

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IL TEATRO TOTALE DI WASYA

MOODBOARD – Ispirazione e risultato

GLOBE THEATRE DI LONDRA

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TEATRO DI SIRACUSA CON SCENOGRAFIA DI BOERI PER “LE TROIANE”

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TEATRO DI POMPEI

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TEATRO DI ANDROMEDA

TERRAZZA DELL’ AUDITORIUM DI RAVELLO

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TEATRO DI WASYA

Un notte solitaria senza poter andare a teatro facendo venire il teatro a me.

Il teatro centrale coinvolgente TOTALE  di Wasya rompe gli schemi convenzionali, offrendo un ambiente innovativo e stimolante per gli spettatori.

Le sue caratteristiche distintive includono un design architettonico moderno e audace, con un palco centrale circondato da spazi flessibili e dinamici. Le sedute del pubblico sono disposte in modo innovativo, creando una sensazione di prossimità e intimità con gli artisti e l’azione scenica.

La scena stessa è pensata per coinvolgere attivamente il pubblico, con elementi interattivi e tecnologici. Attraverso l’uso di proiezioni, luci dinamiche e suoni immersivi, gli spettatori vengono trasportati in mondi emozionanti e coinvolgenti. Il teatro centrale diventa un luogo in cui la linea tra performer e pubblico si dissolve, creando un’esperienza teatrale partecipativa e coinvolgente.

Questa rivisitazione del concetto di teatro centrale si basa sull’idea di rompere le barriere tra palcoscenico e pubblico, creando un ambiente in cui l’esperienza teatrale diventa un’esperienza collettiva e condivisa. È un luogo in cui gli spettatori sono parte integrante dello spettacolo, contribuendo all’energia e all’emozione dell’evento.

Il teatro centrale coinvolgente di Wasya rappresenta una nuova era nell’arte dello spettacolo, offrendo un’esperienza teatrale unica e coinvolgente che si distingue dai tradizionali teatri greci. È un luogo dove la creatività, l’innovazione e l’interazione si fondono per creare spettacoli indimenticabili e coinvolgenti per il pubblico.

UN TEATRO POPOLARE IPER EFFICIENTE

Il teatro popolare è una forma di teatro che si sviluppa e si diffonde tra il pubblico più ampio, spesso coinvolgendo elementi di spettacolo di strada, improvvisazione e comicità. Ha radici antiche e diverse tradizioni culturali hanno contribuito alla sua evoluzione nel corso dei secoli.

Una delle prime influenze importanti sul teatro popolare è la commedia dell’arte, un genere teatrale italiano che risale al XVI secolo. La commedia dell’arte è caratterizzata da una recitazione improvvisata, maschere e personaggi stereotipati, con storie spesso basate su intrecci amorosi e situazioni comiche. Questo tipo di teatro è nato come una forma di intrattenimento popolare itinerante, con compagnie che si esibivano per le masse nelle piazze e nei cortili.

Nel corso del XIX secolo, il teatro russo ha giocato un ruolo significativo nella trasformazione del teatro popolare. Figure come Konstantin Stanislavskij e Vladimir Nemirovič-Dančenko hanno sviluppato un approccio realistico e psicologico alla recitazione, mettendo in evidenza l’importanza dell’interpretazione autentica e del coinvolgimento emotivo degli attori. Questo movimento ha portato alla fondazione del celebre Teatro d’Arte di Mosca e ha avuto un impatto duraturo sulla pratica teatrale in tutto il mondo.

Konstantin Stanislavskij nei panni di Benedetto in “Molto rumore per nulla”, 1897

https://it.rbth.com/cultura/85539-stanislavskij-ecco-come-leinstein-del-teatro

Nel primo Novecento, i futuristi italiani, guidati da Filippo Tommaso Marinetti, hanno portato avanti una visione audace e radicale del teatro. Volevano rompere con le convenzioni teatrali tradizionali e creare uno spettacolo totale, coinvolgendo suoni, luci, movimento e parole per esprimere l’energia e il dinamismo dell’era moderna. I loro esperimenti teatrali spaziano dal teatro sintetico alle performance multimediali, aprendo nuove prospettive artistiche.

Balla – Parte di scenografia fuochi d’artificio

Fortunato Depero, Rotazione di ballerina e pappagalli.

Oggi, il teatro popolare abbraccia una vasta gamma di forme e stili, spaziando dal teatro di strada alle produzioni comunitarie, dal teatro di improvvisazione alle performance interattive. Questo tipo di teatro mette l’accento sull’accessibilità, coinvolgendo il pubblico e stimolando la partecipazione attiva. Le compagnie teatrali e gli artisti cercano nuove modalità di coinvolgimento, utilizzando la tecnologia, le reti sociali e le forme ibride di spettacolo per creare connessioni significative con il pubblico contemporaneo.

Biblio

Luigi Allegri, Storia del teatro. Le idee e le forme dello spettacolo dall’antichità a oggi Copertina flessibile – 2017

Second Life, la guida ufficiale, 2007

Giuli Carlo Argan, Storia dell’arte come storia della città, 1983, Editori Riuniti

Oskar SchlemmerLaszlo Moholy-Nagy, Walter Gropius, Il teatro del Bauhaus, e al. | 30 ott. 2018

Gabi Scardi, Il Teatro Continuo di Alberto Burri, 2015