La Città come Sistema Complesso
WASYA
Quest’anno sono tornata in Burkina Faso con un progetto della ONG Misola per costruire un’unità di produzione di farine infantili che oggi servono molto alle madri rifugiate interne che risiedono temporaneamente alla periferia delle città. Ma ho assunto anche un ruolo di insegnante molto impegnativo su due fronti sia come professoressa al Liceo Internazionale Francese André Malraux che come docente di quattro corsi presso l’Università di Architettura e Urbanistica – Aube Nouvelle –.
Durante il mio tempo libero, mi sono dedicata alla scrittura di storie educative che aiutino i giovani a costruire una visione ottimista del futuro. Essendo un’architetta, mi diverte immaginare il futuro in collaborazione con l’intelligenza artificiale, anche se questo lavoro è puramente teorico.
Siamo nel 2023 e l’Africa ha superato il miliardo di abitanti. Questa crescita demografica non è stata accompagnata da uno sviluppo economico solido e, anzi, le zone di conflitto sono in aumento, specialmente nella fascia del Sahel. Qui a Bobo-Dioulasso, la situazione per le strade è peggiorata: il traffico dovuto al commercio è intenso e i camion enormi si mescolano alle biciclette dei visitatori giornalieri provenienti dai villaggi. Le strade sono in condizioni disastrose, ma resistono. Molte persone, che fino a pochi mesi fa avevano un tetto e cibo, si trovano ora in una situazione precaria, costrette a chiedere l’elemosina per sopravvivere.
Durante il summit tenutosi a maggio in Benin e Marocco, sono stati presentati dati statistici riguardanti la crescita delle città africane. Secondo queste informazioni, si prevede un notevole aumento della popolazione urbana in Africa nei prossimi decenni. Questi dati sono fondamentali per comprendere il futuro dello sviluppo urbano e per adottare strategie mirate.
L’utilizzo di questi dati è cruciale per pianificare e gestire in modo efficace la crescita delle città africane. Le informazioni statistiche possono aiutare a identificare le aree di maggiore espansione, prevedere le necessità infrastrutturali e sviluppare politiche urbane sostenibili. Ad esempio, l’analisi dei dati può fornire indicazioni sulla domanda di alloggi, trasporti, servizi pubblici e spazi verdi, consentendo di pianificare gli investimenti necessari per soddisfare tali esigenze.
Inoltre, i dati statistici, naturali, digitali, sociali, culturali, archetipali, possono essere utilizzati per identificare e affrontare le sfide associate alla crescita urbana, come la povertà, l’accesso all’acqua potabile, la gestione dei rifiuti e l’inquinamento ambientale. L’analisi dei dati può fornire una base solida per sviluppare politiche e progetti mirati che migliorino la qualità della vita nelle città africane.
È importante che gli attori governativi, le organizzazioni internazionali, gli urbanisti e gli architetti siano coinvolti nella raccolta e nell’interpretazione dei dati per garantire una pianificazione urbana informata e sostenibile. L’uso efficace dei dati statistici può contribuire a creare città africane integrate nel loro contesto culturale e sociale, promuovendo la crescita economica, la sostenibilità ambientale e il benessere delle comunità.
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Presso l’Università Aube Nouvelle, svolgo tre moduli diversi dal 2016
Atelier – Espace PUBLIC espace pARTagé – con due classi, L3 Architettura e L2 Urbanistica. nato nel 2016 come Atelier tra Ballerini e studenti di architettura, “Faccia al vuoto” della progettazione e della coreografia. Diventato nel 2018 e nel 2019 un momento urbano condiviso con le autorità amministrative locali, gli artisti locali e i centri culturali internazionali, EPEP. Dal 2020 è un corso all’Università di Architettura e Urbanistica.
https://espacepublicespace.wixsite.com/epep


il Corso ha sempre un primo momento creativo nell’atelier di un artista o un artigiano, in questo caso siamo andati nell’atelier di ISSOUF DIERRO.


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Corso di – Projet dans l’espace public – con la classe L2 Urbanistica. Corso di progettazione nello spazio pubblico.

Visita al cantiere del Ciné Guimbi, di cui sono stata direttore dei lavori dalla Presentazione del Permesso di Costruire nel 2014 alla posa delle carpenterie della volta in ferro che ombreggia il tetto giardino sopra la sala nel 2018.



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Corso di – histoire de l’architecture du XXI siècle, la rénovation du patrimoine – con la classe L3 Architettura.
La moschea di Dioulasso Ba, una mosquea in terra dell’inizio del 1900 in stile sudanosahelien, tipico del Mali, ora in restauro.




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La novità di quest’anno è stata l’utilizzo delle OpenAI nella creazione di visioni future della città insieme agli studenti. Da questa esperienza è nata l’idea di creare capitoli diversi per una storia del futuro, immaginando la città del 2150 come un luogo innovativo, positivo e felice, senza lasciarci influenzare dagli aspetti negativi del mondo attuale. Il nostro obiettivo è fornire le basi per un comportamento ecologico e sostenibile già dai livelli scolastici intermedi, al liceo e durante i primi anni dell’università, per un vivere sano e in armonia con la natura, per futuri professionisti sia nel campo dell’Architettura che dell’Urbanistica. Vogliamo sviluppare un nuovo modo di guardare all’ambiente, che sia simbiotico, responsabile e connesso, ispirandoci al concetto di Wood Wide Web.
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Ecco qui di seguito alcune visualizzazioni costruendo i prompt dagli scritti degli studenti e dalle loro indicazioni.



L’approccio che adottiamo è olistico, poiché desideriamo creare un catalogo ragionato e mirato di metodologie e strumenti che consentano di immaginare il futuro a partire dalla realtà locale e culturale ogni volta diversa, in cui il soggetto sia trova protagonista, una griglia concettuale, con casi da studiare.
Nel contesto della crescita demografica in Africa, la cibernetica, la teoria del caos e l’utilizzo delle intelligenze artificiali possono svolgere un ruolo significativo nella creazione di modelli e nella progettazione di città del futuro. Mentre molte città africane affrontano ancora sfide riguardanti l’urbanizzazione e le infrastrutture, queste teorie e strumenti possono offrire nuove prospettive e approcci innovativi per affrontare tali questioni.
La cibernetica, con il suo approccio sistemico e interdisciplinare, considera la città come un sistema complesso in cui le interazioni tra i suoi componenti (persone, edifici, infrastrutture, ecc.) influenzano il suo funzionamento complessivo. Applicando i principi della cibernetica, è possibile comprendere meglio le dinamiche urbane, analizzare i flussi di persone e risorse, e progettare soluzioni che massimizzino l’efficienza e la qualità della vita nelle città africane.
La teoria del caos, d’altra parte, riconosce che anche sistemi complessi e apparentemente caotici possono avere schemi e regolarità sottostanti. Nell’ambito urbano, ciò significa che anche in mezzo alla crescita demografica e all’assenza di infrastrutture consolidate, possono emergere modelli e tendenze che possono essere riconosciuti e sfruttati. Attraverso l’analisi dei dati e l’applicazione di algoritmi di machine learning, è possibile individuare questi modelli nascosti, consentendo una progettazione urbana più mirata e orientata al futuro.
Le intelligenze artificiali, come le reti neurali e gli algoritmi di generazione di immagini, possono essere utilizzate per creare modelli e simulazioni di città del futuro in Africa. Questi modelli possono considerare variabili come la crescita demografica, le esigenze infrastrutturali, l’accessibilità e l’impatto ambientale, consentendo di esplorare diverse possibilità e prendere decisioni informate sulla pianificazione urbana.

Photo: Land art, la spirale di Robert Smithson, i simboli dell’inconscio collettivo

Photo: Vincent Callebaut e le sue visionarie “sponge city”
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In conclusione,
nel processo di immaginare città del futuro in Africa, è fondamentale rispettare e considerare le differenze culturali e le specificità di ogni luogo in continua evoluzione. Questo richiede un approccio sensibile e adattabile che tenga conto delle diverse esigenze, valori e pratiche culturali presenti nelle diverse comunità.

Photos: 1. Andy Goldworthy 2. Il frattale di Mandelbrot 3. Lo schema SPACE SYNTAX di Bill Hillier per l’analisi umano e sociale degli spazi urbani

Photo: Schemi di Cedric Price il primo per le Potteries Thinkbelt” (1964) e il secondo per il Fun Palace di Londra del 1961.
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I concetti degli architetti cibernetici degli anni ’90, come Cedric Price, o gli strumenti di Bill Hillier possono fornire preziose intuizioni e ispirazioni per affrontare la complessità e la dinamicità delle città africane. Questi architetti hanno sperimentato con approcci non convenzionali e innovativi alla progettazione urbana, focalizzandosi sull’interazione tra persone, spazi e tecnologie.
La visione di Elon Musk, imprenditore e innovatore tecnologico, può fornire una prospettiva futuristica e ambiziosa per la creazione di città sostenibili e ad alta tecnologia in Africa. La sua attenzione verso l’innovazione e la sostenibilità potrebbe portare a soluzioni creative e all’adozione di tecnologie avanzate per affrontare le sfide urbane.
La filosofia di Zygmunt Bauman sulla società liquida può offrire una lente interpretativa per comprendere i cambiamenti sociali e culturali in atto nelle città africane. La società liquida è caratterizzata da relazioni e strutture sociali fluide e mutevoli, che richiedono un approccio flessibile e adattabile nella progettazione delle città.
L’obiettivo finale è quello di formare giovani e futuri professionisti alla connessione con il loro ambiente in maniera flessibile e responsabile, che rispettino le differenze culturali, aperti al cambiamento e capaci di adattarsi alle esigenze in continua evoluzione delle comunità. Questo richiede un approccio multidisciplinare.

Photo: La casa albero di Mitchell Joachin del MIT.
La forza di JANE JACOBS, L’ATTIVISTA AMERICANA CHE HA CAMBIATO IL MODO DI GUARDARE LE CITTÀ
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UN COMPORTAMENTO SOCIO-ECOLOGICO DALLE MEDIE IN SU
anno 2022-2023
Quest’anno, presso il Liceo Francese, ho avuto l’opportunità di lavorare con una classe di 3ème qui in Burkina in un progetto oltre oceano, a distanza Carbone 0, con un Liceo Francese in Cile. Questo progetto è stato promosso dall’AEFE del Ministero degli Esteri Francese e aveva l’obiettivo di inventare un nuovo scenario per il futuro del pianeta.

Durante questo progetto, abbiamo invitato i ragazzi a liberare la loro fantasia e immaginare un luogo utopico che potesse rappresentare una visione futura positiva e sostenibile. Da qui è nata Wasya, una grande metropoli che ha integrato le città di Ouagadougou e Bobodioulasso, diventando un importante punto di incontro e scambio nella regione della Savana. Wasya è un luogo dove tradizioni animiste millenarie convivono con un’importante influenza culturale di stampo mussulmano.

In questa città immaginaria, abbiamo immaginato una fusione armoniosa tra la cultura africana tradizionale e l’innovazione urbana. Le strade di Wasya pulsano di vita, con una molteplicità di colori, suoni e profumi che rappresentano la diversità della sua popolazione. I suoi spazi pubblici sono caratterizzati da una combinazione di elementi moderni e tradizionali, offrendo luoghi di incontro e condivisione per la comunità.
Wasya si sviluppa secondo principi di sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Le infrastrutture sono progettate con un’attenzione particolare alla riduzione dell’impatto ambientale, incorporando tecnologie innovative per l’energia rinnovabile, la raccolta delle acque piovane e l’agricoltura urbana. L’urbanizzazione è guidata da una visione olistica, che considera gli aspetti sociali, culturali ed economici della città.

Il mio contributo nel guidarli a creare le loro immagini prima disegnando a mano e poi con le AI è stato quello di offrire loro stimoli visuali e concettuali secondo quello che percepivo come loro gusti durante tutto il percorso, creandomi un piacevole diversivo (considerando che siamo in un paese soggetto a un colpo di stato e senza giornalisti stranieri nel mezzo del Sahel, all’oscuro ma connessi e compatti tra di noi).
Questo approccio permette di considerare le specificità locali e le dinamiche in costante cambiamento, garantendo una pianificazione urbana sostenibile e rispettosa delle identità culturali.
Attraverso il progetto di Wasya e l’impegno dei ragazzi, siamo stati in grado di creare una narrazione stimolante e positiva sul futuro delle città africane. Questo ci ha permesso di esplorare nuove possibilità, di unire la tecnologia e l’innovazione con il rispetto delle tradizioni e di immaginare città che possano affrontare le sfide del XXI secolo in modo sostenibile, inclusivo e culturalmente rilevante.

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