PHOTO @Oskar Da Riz
Olafur Eliasson, ha realizzato un’installazione permanente chiamata “Our glacial perspectives” sulla cima del Monte Grawand nel ghiacciaio Hochjochferner in Alto Adige, Italia. Nel 2020 ha inaugurato la nuova opera permanente accessibile al pubblico. Quest’opera si estende per 410 metri lungo un sentiero in salita, costellato da nove archi metallici. Il punto culminante dell’installazione è un dispositivo composto da anelli di acciaio e vetro che si estende oltre il bordo del Monte Grawand. Questo dispositivo funge da strumento astronomico, permettendo agli osservatori di seguire il percorso del sole attraverso il cielo in diversi periodi dell’anno: l’anello superiore per il solstizio d’estate, quello centrale per l’equinozio e l’inferiore per il solstizio d’inverno. Ogni anello è suddiviso in lastre di vetro rettangolari, rappresentando intervalli di 15 minuti del movimento solare, offrendo così un modo per calcolare l’ora del giorno.


ISPIRAZIONE A CARLO MOLLINO
Carlo Mollino, un influente architetto e designer italiano del XX secolo nato a Torino, è noto per il suo stile unico e il suo approccio all’architettura che sfida le convenzioni. Una delle sue opere più famose nelle Alpi è la Casa del Sole a Cervinia, un condominio progettato per gli sport invernali. La struttura si distingue per la sua forma organica e la sua capacità di integrarsi nell’ambiente montano circostante. Mollino ha mostrato una particolare attenzione alla funzionalità e all’estetica, combinando elementi di design modernista con richiami alla tradizione alpina locale. La sua architettura nelle Alpi riflette una fusione di innovazione e rispetto per il contesto naturale e culturale delle montagne.

L’unione degli approcci di Carlo Mollino e Olafur Eliasson nell’architettura montana offre una visione progressista e sensibile per il futuro dei paesaggi alpini. Mollino, con la sua attenzione ai materiali locali e alle forme organiche, promuove un’architettura che rispecchia e rispetta l’ambiente naturale. Aggiungendo l’elemento sensoriale di Eliasson, l’architettura diventa un’esperienza emotiva, che stimola una connessione profonda tra l’osservatore e il paesaggio. In un contesto di sfide climatiche e la crescente importanza della conservazione dell’acqua, tale approccio non solo preserva l’integrità delle montagne, ma sensibilizza anche sull’importanza di un’architettura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.



