Tim Ingold è un antropologo che ha introdotto il concetto di “linee” come modo per comprendere il mondo, sottolineando come tutto, dalla scrittura alla camminata, dalle reti sociali ai percorsi di vita, possa essere interpretato attraverso questo prisma. La sua idea di “linee” va oltre la semplice metafora, proponendosi come un modello fondamentale per esplorare le relazioni e i processi nel mondo naturale e umano.

Ingold pone particolare enfasi sul dialogo costante tra l’uomo e la natura. Invece di vedere l’umanità e l’ambiente come entità separate, Ingold propone che essi siano intrecciati in modo inestricabile, con gli umani che vivono dentro, piuttosto che contro, il mondo naturale. Questo implica una comprensione profonda di come le nostre vite siano intrinsecamente collegate ai cicli, ai ritmi e alle trame dell’ambiente che ci circonda.
Il “tessere” è un altro concetto fondamentale per Ingold, che lo utilizza per illustrare come gli individui e le comunità intreccino insieme elementi diversi della loro esistenza per creare il tessuto della vita sociale e culturale. Questo processo non è statico ma dinamico, con nuovi fili che si aggiungono, si intrecciano e si modificano nel tempo. Il tessere simboleggia la costruzione attiva e continua della vita, della conoscenza e delle relazioni attraverso l’interazione.

Burdened Children 1930 Paul Klee 1879-1940 Bequeathed by Elly Kahnweiler 1991 to form part of the gift of Gustav and Elly Kahnweiler, accessioned 1994 http://www.tate.org.uk/art/work/T06796
“Disegnare, diceva l’artista Paul Klee, è come portare una linea a fare una passeggiata. Provare per credere. Prendi una matita in mano e lasciala posare su un foglio di carta. Quando la punta scivola a contatto con la carta, inizia ad apparire una linea. E continua fino a quando, con un leggero movimento del polso, permetti alla punta di sollevarsi di nuovo. Ciò che rimane sul foglio è la traccia di un gesto manuale. A seconda di come hai mosso la mano e le dita, potrebbe curvarsi, torcersi o avvolgersi, in un modo o nell’altro. Ma non sarà mai perfettamente dritto. Nessuno, allo stesso modo, cammina mai in linea retta, come si può vedere dalle tracce di impronte su una spiaggia sabbiosa. C’è una differenza, ovviamente, tra camminare e disegnare, poiché con il camminare ogni passo entra in contatto separato con il suolo. Mentre il movimento del corpo è continuo, il tracciato delle orme dei passi ha un impulso ritmico intermittente, un insieme di punti. Solo quando molti piedi hanno percorso la stessa strada, si crea la traccia del cammino.” (Lines, Tim Ingold)
Egli sostiene che gli artisti e soprattutto gli artigiani quando lavorano, con la loro intima conoscenza dei materiali e dei processi, incarnano un modo di essere al mondo che è profondamente radicato nel fare. Questo “fare” non è un semplice atto di produzione, ma è un modo di conoscere, un modo di stabilire un rapporto dialogico con il mondo. Gli artigiani non impongono la loro volontà ai materiali; piuttosto, ascoltano, rispondono e collaborano con essi. Questo approccio al fare richiede una sensibilità e una apertura al “linguaggio” dei materiali e delle forme della natura.
L’importanza del fare, nel contesto dell’arte e dell’architettura, diventa così un atto di partecipazione attiva nel mondo, un modo di conoscere che è incorporato e situato. Questo processo non solo porta alla creazione di oggetti o strutture, ma contribuisce alla continua trasformazione del nostro ambiente e della nostra relazione con esso. Per Ingold, quindi, fare arte o architettura non è semplicemente un atto di espressione individuale, ma un modo di intrecciare ulteriormente le linee che connettono l’umano al non umano.

Immagine rupestre dal Film di Herzog sulle grotte di Chauvet.
