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Arch. Chiara Rigotti
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LA NATURA IN ARCHITETTURA: NON SOLO GEOMETRIA

  • chiararigotti
  • Novembre 22, 2023
    • Blog

@Patrick Dougherty

L’architettura che trae ispirazione dalla natura e, in particolare, dagli alberi, è un tema che ha affascinato gli architetti e gli artisti attraverso i secoli.

Un esempio storico è rappresentato da Leonardo da Vinci, che osservò circa 500 anni fa un modello di crescita quasi universale degli alberi, dove le dimensioni dei rami si correlano strettamente a quelle del tronco. Questa osservazione, conosciuta come la “regola di Leonardo”, indica che se i rami di un albero fossero piegati verso l’alto e compressi insieme, l’albero apparirebbe come un unico grande tronco dello stesso spessore dalla cima alla base​​. Tale modello è stato investigato anche da fisici moderni, come Christophe Eloy, che hanno confermato questa regola attraverso simulazioni al computer​​​​​​.

Nel corso dei secoli, questo legame tra natura e architettura è stato esplorato da molti, uno degli esempi più noti è Antoni Gaudí, che ha utilizzato forme organiche e naturali in molti dei suoi lavori, come la Sagrada Família a Barcellona. Le sue strutture si caratterizzano per l’uso di forme sinuose e asimmetriche che imitano elementi naturali, create usando matematiche antiche che ripetono la serie di Fibonacci e ricercando le misure esatte della sezione aurea. Gaudì era convinto che in Natura non esistessero linee rette e che si dovessero comprendere i linguaggi segreti della natura per realizzare architetture integrate nel loro ambiente (Park Guell). Altri architetti del 900 che hanno seguito questa tendenza sono Frank Lloyd Wright con la sua filosofia di “organic architecture” e Santiago Calatrava, recentemente, noto per le sue strutture che spesso ricordano forme biologiche.

Il lavoro di Christophe Eloy e altri fisici ha approfondito la comprensione scientifica delle strutture naturali, come gli alberi, attraverso l’uso di modelli matematici e fisici. Eloy, ad esempio, ha studiato il modo in cui gli alberi rispondono al vento e come questo influisce sul diametro dei loro tronchi, confermando la regola di Leonardo e suggerendo che l’osservazione di Leonardo corrisponde a una geometria ottimale per resistere alle fratture indotte dal vento in alberi simili. Esistono molteplici teorie e modelli che cercano di comprendere la natura attraverso lenti diverse dalla geometria classica.

La teoria del caos, ad esempio, esplora come piccole variazioni nelle condizioni iniziali possano portare a grandi differenze nei risultati finali, suggerendo che la natura è un sistema dinamico e non lineare. I sistemi complessi, con le loro interconnessioni e interdipendenze, offrono un’altra prospettiva sulla natura, mostrando come i fenomeni naturali emergano da un insieme di interazioni semplici ma intricatamente collegate. L’auto-similarità e i frattali, pur avendo una base geometrica, sono utilizzati per descrivere strutture naturali che non si adattano ai modelli geometrici tradizionali. Questi modelli sono utili per comprendere fenomeni come la crescita delle piante, le coste e i sistemi fluviali. Allo stesso modo, i fenomeni emergenti nella natura, come la formazione di stormi di uccelli o il comportamento collettivo degli insetti sociali, dimostrano come la complessità possa emergere da interazioni relativamente semplici.

Patrick Dougherty è un artista noto per le sue sculture di rami intrecciati, che si degradano nel tempo, diventando parte del paesaggio.

Le sculture di Dougherty sono temporanee per natura e, nel corso del tempo, il legno comincia a decomporsi e a mescolarsi con il paesaggio circostante.

@Dougherty_SimplePleasures

Olafur Eliasson, ha realizzato un’installazione permanente chiamata “Our glacial perspectives” sulla cima del Monte Grawand nel ghiacciaio Hochjochferner in Alto Adige, Italia​​. 2020

Quest’opera si estende per 410 metri lungo un sentiero in salita, costellato da nove archi metallici. Il punto culminante dell’installazione è un dispositivo composto da anelli di acciaio e vetro che si estende oltre il bordo del Monte Grawand. Questo dispositivo funge da strumento astronomico, permettendo agli osservatori di seguire il percorso del sole attraverso il cielo in diversi periodi dell’anno: l’anello superiore per il solstizio d’estate, quello centrale per l’equinozio e l’inferiore per il solstizio d’inverno. Ogni anello è suddiviso in lastre di vetro rettangolari, rappresentando intervalli di 15 minuti del movimento solare, offrendo così un modo per calcolare l’ora del giorno.

“Our glacial perspectives” sulla cima del Monte Grawand nel ghiacciaio Hochjochferner in Alto Adige , Foto@Oskar Da Riz

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In Italia, l’importanza di progettare in modo sostenibile le aree montane e pre-montane, in connessione con le città che stanno diventando sempre più calde, è un argomento che sta guadagnando notevole attenzione. Il progetto “Italian Mountain Lab”, portato avanti dall’Università della Montagna (UNIMONT-Milano) e da altre istituzioni, mira a promuovere la ricerca e l’innovazione per l’ambiente montano, in linea con le direttive nazionali e i processi europei come la Strategia Macroregionale Alpina (EUSALP). L’obiettivo è di sviluppare laboratori di alta formazione e ricerca per valorizzare le aree montane italiane, con un focus su temi strategici come la creazione di imprese giovanili (green jobs) e la gestione del territorio in un contesto socio-culturale e ambientale in cambiamento​​.

La progettazione sostenibile in alta quota rappresenta una sfida significativa, che va oltre la semplice costruzione di edifici. Si tratta di un equilibrio delicato tra l’affermazione umana e il riconoscimento della fragilità umana in relazione alla natura.

Gli edifici in alta quota devono essere progettati con tecnologie innovative e materiali ecologici per renderli sicuri e meno impattanti sull’ambiente. Questo include l’uso di architetture tradizionali in legno e tecnologie contemporanee basate su prefabbricazione, gestione logistica efficace, materiali innovativi ed ecologici, e soluzioni off-grid​​. Inoltre, l’urbanizzazione sostenibile nelle zone montane italiane è vista come un’opportunità per collegare le piccole città con le aree metropolitane circostanti. L’idea è di creare un modello di città interconnesse, piuttosto che grandi metropoli isolate. Questo approccio favorisce uno stile di vita più decentrato e umano, a stretto contatto con la natura.

In Piemonte, la rigenerazione delle zone montane e premontane è stata un punto focale di diverse azioni e iniziative. La Regione Piemonte ha promosso interventi di valorizzazione, tutela e sviluppo delle aree montane, supportando scuole, trasporto studentesco, e incentivando eventi culturali, turistici e sportivi. Istituzioni come UNCEM Piemonte, il Comune di Locana e IN/Arch hanno collaborato per la rigenerazione territoriale, concentrandosi sulla riqualificazione delle aree danneggiate, sulla protezione di quelle incontaminate e sulla riduzione della vulnerabilità ambientale. Un esempio concreto di questo approccio è il caso delle valli Maira e Grana, studiato dal Politecnico di Torino, che evidenzia l’importanza delle aree interne per lo sviluppo sostenibile, combinando innovazione e tradizioni locali.

Parallelamente, le cooperative e le imprese di comunità giocano un ruolo cruciale nella trasformazione sociale ed economica delle comunità locali in Piemonte. Questo tema è al centro della seconda edizione del Festival Piemontese delle Cooperative e delle Imprese di comunità, che si è tenuto a Ostana il 28 e il 29 ottobre 2023.

Il festival, “Convers-Azioni 2023” di Ostana, promuove il dialogo e lo scambio di idee, offrendo momenti di confronto tra diverse esperienze e imprese, politici, istituzionali e esperti. Federico Bernini, Presidente della cooperativa di comunità Viso A Viso, sottolinea l’importanza del festival nel promuovere la cooperazione e la crescita comunitaria. Alberto Anselmo, Presidente di Confcooperative Habitat Piemonte, riconosce le cooperative di comunità come un modello di innovazione sociale, essenziale per la rinascita e la crescita delle aree interne del Piemonte.

Il nuovo centro di ricerca Alpstream ad Ostana, il primo del suo genere in Italia nel Parco del Monviso, si concentra sullo studio dei fiumi alpini. Partecipano tre università piemontesi e il centro è collegato a una rete internazionale. Il CNR ha rilevato che, nonostante i fiumi costituiscano solo lo 0.0002% dell’acqua del pianeta, dipendiamo fortemente da questa risorsa. Le ricerche si concentrano sulle alterazioni idromorfologiche dei fiumi, cruciali per la biodiversità e i servizi ecosistemici. Il laboratorio a Ostana utilizza mesocosmi per studiare vari aspetti dei corsi d’acqua. Questa ricerca è vitale per la resilienza ambientale e il confronto con i cambiamenti climatici, sottolineando l’importanza della biodiversità e della tenacia nella ricerca scientifica.

Un altro caso importante di rigenerazione sociale e culturale è Paraloup, situato a 1360 metri di altezza in provincia di Cuneo, è un luogo storico, inizialmente usato come rifugio estivo per il pascolo e poi diventato un centro di formazione politica per le bande partigiane durante la Seconda guerra mondiale​​. Dal 2006, la Fondazione Nuto Revelli ha intrapreso un progetto di valorizzazione della storia di Paraloup, immaginando una rigenerazione ecologica delle baite del villaggio. Gli architetti Giovanni Barberis, Dario Castellino, Valeria Cottino e Daniele Regis hanno avuto un ruolo cruciale nel disegnare il futuro della borgata, combinando recupero, rispetto della memoria, sostenibilità ambientale e rilancio economico delle aree marginali​​​​. Il processo di rigenerazione a Paraloup ha incluso l’uso di materiali sia antichi che nuovi, come il legno di castagno locale e materiali isolanti di alta innovazione tecnologica, tra cui la lana di pecora sambucana, una razza locale in via di estinzione​​.

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CREAZIONE DI UN TOOLKIT PER ARCHITETTI E ALTRI SCIENZIATI DEL TERRITORIO

Il progetto “Post Human Architect”, finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ per fornitori di istruzione e formazione professionale (VET), mira a promuovere un approccio sostenibile e socialmente innovativo alla rigenerazione dei luoghi e all’innovazione sociale. Ispirato dai principi del Nuovo Bauhaus Europeo, il progetto si propone di sviluppare, testare e diffondere una metodologia innovativa per l’educazione allo sviluppo sostenibile e all’innovazione sociale nelle aree decentrate​​.

Gli obiettivi concreti del progetto includono:

  • Progettazione e diffusione di un quadro di competenze per la transizione verde.
  • Sviluppo, test e diffusione di una metodologia di formazione con strumenti per i formatori VET​​​​.
  • Creazione di giochi educativi per praticare le competenze del Post-Human Architect in modo informale e interattivo​​.
  • Istituzione di un sistema di certificazione in linea con i quadri di qualificazione nazionali ed europei per il riconoscimento e la certificazione delle competenze del Post-Human Architect​​.

Il progetto, iniziato il 1° gennaio 2021 e con un budget totale di 237.025 euro, coinvolge diversi partner tra cui Changemaker Educations, Einurð, Farm Cultural Park e Sineglossa. Questi partner portano competenze diverse nel campo dell’educazione, della cultura e dello sviluppo sostenibile​​​​​​​​.

Il progetto attivo dal 2022 al 2024, mira a sviluppare, testare e diffondere una metodologia innovativa per l’educazione alla sostenibilità e all’innovazione sociale, in particolare nelle aree interne. Queste aree affrontano sfide come l’emigrazione dei giovani, lo spopolamento, e la mancanza di infrastrutture. Gli obiettivi del progetto includono la progettazione e la diffusione di un quadro di competenze per l’architettǝ post-umano, lo sviluppo di metodologie di formazione per formatorз VET, la creazione di giochi educativi per praticare le abilità del Post-Human Architect e l’istituzione di un sistema di certificazione riconosciuto a livello nazionale ed europeo.

Changemaker Educations

FONTI:

https://www.visoaviso.it/convers-azioni 

https://economiacircolare.com/paraloup-storia-rigenerazione/

https://sineglossa.it/news/online-il-toolkit-per-sviluppare-lapproccio-ecosistemico/ 

https://www.unimontagna.it/progetti/italian-mountain-lab-ricerca-e-innovazione-per-lambiente-e-territori-di-montagna/ 

Post Human Architect toolkit

@chiararigottiarchitetto

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