Liberty: Torino Capitale.
a cura di Palazzo Madama e SIAT.
I ricami di Maria Calvi saranno esposti a Palazzo Madama di Torino, dal 26 ottobre 2023 al 10 giugno 2024 e provengono dall’Archivio Architetti Rigotti (3aR),

MARIA CALVI, ricamo, 1907
@PALAZZO MADAMA, @SIAT
(visite all’archivio su appuntamento: bioarchir@gmail.com)
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Nel passaggio al XX secolo, l’industrializzazione ha portato significative trasformazioni nella vita delle donne e la nascita di movimenti per i diritti politici e civili in molte parti del mondo.
Un importante movimento artistico, l’Arts and Crafts, ha avuto un impatto notevole sulla produzione artistica e artigianale della Scozia. Margaret Macdonald Mackintosh è stata una figura di spicco in questo movimento, con un approccio simbolico e naturale al design che ha influenzato molte altre artiste. Questo movimento non era solo estetico ma aveva anche una componente di lotta sociale.
Le donne hanno utilizzato mestieri tessili come il ricamo per esprimere la loro arte e partecipare alla lotta civile, contribuendo all’economia familiare.
All’inizio del XX secolo, sia la Scozia che il Piemonte hanno vissuto profondi cambiamenti legati all’industrializzazione. In Scozia, l’industrializzazione ha portato a una maggiore partecipazione femminile nella forza lavoro e alla crescita di movimenti per i diritti delle lavoratrici. In Piemonte, l’Esposizione Internazionale del 1902 ha promosso il Liberty e le arti applicate, offrendo alle donne artiste e artigiane l’opportunità di esprimere la loro creatività.
Maria Calvi Rigotti (1874-1938) è stata una pittrice attiva tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo a Torino. Consegue il diploma in fisica e matematica nel 1896 a Valenza (AL) ma, attratta dal disegno, entra all’Accademia Albertina di Torino dove incontra Annibale Rigotti. Si sposano nel 1900. Insieme, a casa loro in via Oropa, tra progetti e ricami, creano un salotto di discussione e riflessione sull’arte e l’architettura a cui partecipano Casorati, Fontana e il giovane Sartoris. Maria si dedica principalmente ai ricami, ispirata da Ruskin e da Margaret Macdonald, crea cuscini e ornamenti da tavola dalle geometrie floreali molto stilizzate e con accento orientale, caratterizzanti il Liberty di Torino e di Annibale di quegli anni. Partecipa alle Esposizioni di Torino del 1902, dove riceve la medaglia d’argento, di Milano e alle prime Biennali di Arti Decorative di Monza dal 1925 al 1933 (oggi Triennale di Milano).

Cuscino che vinse la medaglia d’argento all’Esposizione di Torino del 1902
Le Esposizioni Internazionali di Arte moderna e poi di Arti Decorative svolsero un ruolo fondamentale nella promozione dell’arte applicata e nella divulgazione di innovazioni tecniche in Europa e in tutto il nord Italia durante il periodo del Liberty: erano celebrazioni dell’arte, della tecnica, vetrine del design e della cultura internazionale, salotti per incontri e conoscenze, erano illuminate in modo grandioso e hanno contribuito a definire e diffondere il carattere arte&artigianato dell’epoca, dove anche le donne vincevano premi e prendevano lavori importanti.
Ecco alcune importanti esposizioni dell’epoca:
Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna del 1902 a Torino:




Cartoline, Archivio Architetti Rigotti (3aR) – Torino
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Questa esposizione ebbe luogo a Torino e fu una delle prime a evidenziare il Liberty italiano. L’evento era incentrato sulla promozione delle arti decorative e applicate, con particolare enfasi sul design industriale. L’Esposizione del 1902 a Torino ospitò numerose opere e progetti di artisti e designer scozzesi, austriaci, inglesi, francesi tutti esponenti dell’Art Noveau. Questa esposizione ha contribuito a definire lo stile e a consolidare l’importanza del design e delle arti decorative in Italia.
Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Monza 1923-1925 (poi Biennale di Monza): Questa esposizione, la prima biennale di arti decorative, si tenne a Monza nel 1923. Questo evento ha messo in luce le tendenze artistiche dell’epoca, inclusa l’influenza del Liberty. La Biennale di Monza del 1925 ha contribuito a consolidare l’arte decorativa come forma di espressione tra l’arte e l’artigianato, in tutte le sue tipologie, come uno delle principali fonti di stile, mettendo in mostra opere d’arte, design e creazioni decorative di alto livello.
Fino a Gennaio 2024 si può visitare la mostra a Palazzo Sforzesco dedicata ai 100 della Biennale di Monza, che fu dopo il 1933 portata a Milano e divenne la Triennale d’Arte di Milano.
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Maria Calvi, insieme a suo marito Annibale Rigotti mantiene attivo e florido il salotto di Via Oropa. Il sodalizio tra i due artisti può collocarsi nel periodo caratterizzato dalla massima inventiva artistica di Annibale, testimoniato da progetti ricchi come il restauro del Palazzo del Podestà di Bologna del 1907.
I RICAMI LIBERTY DI MARIA CALVI – RIGOTTI – 1902-1907




1907-1933

Maria Calvi, Colletto esposto alla Biennale Internazionale di Monza 1927

Maria Calvi, Pannello Primavera, 1933
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Architetto Marco Corona
Abstract di una conferenza che si terrà a Torino prossimamente.
Annibale Rigotti e Maria Calvi. Un salotto Liberty a Torino.
La carriera di Rigotti si presta a letture molteplici. La sua eredità è costituita, almeno in prevalenza, dall’eccezionale mole di disegni prodotta per numerosi concorsi. Forse nessun altro architetto italiano può vantare una simile produzione: più di cento competizioni tra il 1896 e il 1914.
Il carattere sovversivo implicito nel ruolo che l’Art Nouveau affida alle arti decorative è percepibile dalle sue prime opere. La nuova veste sotto cui agisce il paradigma delle arti sorelle è ora orientata a ridare dignità all’applicazione decorativa e Rigotti, per formazione, è abile disegnatore e decoratore. Questa affinità si manifesta come sodalizio continuo con gli artisti coevi, anche se non sempre si giunge a ricadute dirette. Annibale collabora con pittori come Aristide Sartorio, ditte specializzate come quella di Carlo Musso ed è presumibile che, in alcuni momenti, la sua carriera intrecci quella della moglie Maria Calvi, molto attiva all’inizio del XX secolo.
(Marco Corona)
La formazione di Rigotti è caratterizzata dall’insegnamento di Crescentino Caselli, docente all’Accademia Albertina di Torino e, successivamente, di Raimondo D’Aronco, amico e collaboratore a Costantinopoli dal 1893 al 1896.
Rigotti si dimostra attento osservatore degli sviluppi nazionali e internazionali. Come ammesso da lui stesso, la formazione procede oltre le mura dell’Accademia con un continuo aggiornamento favorito dall’ampio catalogo di periodici italiani ed esteri.

Annibale Rigotti, villa Falcioni a Domodossola, 1902 , Archivio Architetti Rigotti Torino (3aR)
