Lo spazio animista

Flashmob sull’uso dello spazio pubblico con gli allievi dell’U-Auben di Bobo e la Cie Katouma, 2018, Espace PUBLIC, espace pARTagé

Nell’ovest del Burkina Faso, le comunità Bobo si distinguono per la loro storica resistenza verso ogni forma di gerarchia o potere centralizzato, rifiutando categoricamente di sottomettersi a qualsiasi regime politico, sia esso esterno o interno. Questa resistenza ha portato le comunità bobo a mantenere un certo isolamento rispetto all’antico impero del Mali e alle dominazioni sudanesi successive. Durante il XIX secolo, il Nord ha subito violente incursioni dei cavalieri peuhl, miranti principalmente al saccheggio di raccolti e alla cattura di schiavi. Al contrario, nel Sud, i bobo non sono riusciti a sfuggire alla dominazione dei dioulà islamizzati provenienti dall’Impero di Kong, che si sono insediati a Bobo-Dioulasso (Tiefo Amouro).

Cie Katouma, SNC 2018, eliminatorie regionali.

Questi ultimi, però, focalizzati sul commercio di oro, sale e noce di cola, esercitavano un potere politico limitato, astenendosi dall’intervenire nelle vite, nelle istituzioni e nella religione dei sudditi. L’instabilità di quei tempi ha spinto i bobo a unirsi in confederazioni di villaggi e a rafforzare le loro difese. Il principio di concentrazione dei loro villaggi, radicato nella logica del loro sistema comunitario fortemente integrato, ha trovato ulteriore consolidamento di fronte alle continue minacce esterne. In sintesi, nella valle dei fiumi Volta (Moumoun), le varie comunità, tra cui prevalentemente bobo e bwa, hanno sviluppato un modello di vita comunitario originale e coerente, resistendo a qualsiasi forma di autorità statale.

Parata del Festival di Dioulasso-Ba davanti alla vecchia moschea in terra, Bobo, 2015

Nelle culture del Burkina, le processioni delle maschere sono eventi ricchi di significato, seguendo percorsi sacri e direzioni simboliche definite da pali, simboli assiali, feticci ed elementi naturali, specialmente lungo l’asse Est-Ovest, e terminando in un cerchio. Curiosamente, il Sud è considerato uno spazio ostile e pericoloso, simboleggiando la dimora dei morti. Le maschere di foglie iniziano il loro percorso dall’Est, mentre quelle di fibre partono dall’Ovest. In contrasto, le maschere dei fabbri non seguono questi schemi tradizionali. Significativamente, le maschere iniziatrici non entrano mai nel villaggio, mantenendo la loro sacralità (Le Moal, 2008).

La danza delle donne bobo, 2005

Partecipando alle uscite delle maschere in vari villaggi ho avuto il privilegio di una prospettiva unica per capire gli spazi che sembravano spogli a prima vista. Questi riti, lontani dall’essere mere performance, sono manifestazioni fondamentali che segnano il cambio delle stagioni e le evoluzioni sociali. L’iniziazione dei giovani serve a mantenere un forte legame con le terre dei loro antenati. Anche a distanza di anni, ricordo vivamente quei mesi tra marzo e maggio, un periodo di purificazione e rinnovamento che coinvolgeva tutta la comunità, anche le nuove generazioni armate di moto e telefono.

Durante questo tempo, l’intero spazio del villaggio subisce una trasformazione radicale, con danze che disegnano lo spazio, definendo i limiti di accesso e movimento, in un tempo indefinito, tra passato e futuro. Il pubblico stesso, le persone del cerchio sono parte dell’architettura dello spazio.

Uscita della maschere nel quartiere di Tounouma, Bobo 2017

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Lo spazio di formazione artistica

A Bobo esistono Centri di Formazione artistica per la danza, musica e teatro in ogni quartiere, sono centri aperti ai giovani, sono luoghi dove la tradizione resiste e vuole coinvolgere le nuove generazioni, finanziati da fondi internazionali, sostenuti da partner stranieri. La partecipazione al progetto di ampliazione del Centro Siraba (sirabasignifica “la grande strada” in dioulà) costruito in onore del coreografo Desiré Somé, realizzato nel 2003, in collaborazione con Architetti senza Frontiere Milano e la regista Serena Sartori, mi ha aperto le porte del mondo artistico e culturale nazionale e internazionale di questa città, un vero e proprio crocevia culturale. Durante questo cantiere ho potuto scoprire le storie e le tradizioni musicali di Bobo e dei suoi villaggi.

Spazio ai giovani

Fin dai tempi antichi, il potere in questa regione non si è basato solo sull’oro e le ricchezze, ma anche sulla capacità di convincere gli abitanti a unirsi a una causa più grande (Aime, 2023). La troupe Katouma di Noumoutie Ouattara, che ottenne il secondo posto alla Semaine Nationale de la Culture (Snc, 2004) di Bobo, ha illustrato questa idea attraverso la coreografia della storia di Tiefo Amouro, re dei ouattara di Noumoudara, al sud di Bobo. La rappresentazione coreografica di Noumoutie ha evidenziato come Tiefo convincesse la popolazione a combattere offrendo qualcosa di immateriale e profondamente significativo: l’appartenenza a un clan, a uno spazio immateriale. I suoi guerrieri si sarebbero chiamati ouattara. C’è oggi una linea comune, direbbe Ingold, tirata tra tutti i ouattara del Burkina e della Costa d’Avorio che li fa sentire parenti e aggiunge un terzo cognome alle comunità bobo, che hanno solo due cognomi, Sanou e Millogo.

Cie Katouma, 2015

Nel contesto moderno, il Burkina Faso affronta una sfida demografica unica: una struttura ad ampolla piuttosto che una piramide tradizionale. La popolazione giovane del paese, crescente ma senza un mercato del lavoro locale adeguato, si trova in una situazione difficile. Molti trovano più facile viaggiare internazionalmente attraverso microprogetti di cooperazione piuttosto che cercare lavoro a Bobo, una città di 600.000 abitanti dove le opportunità dovrebbero essere abbondanti. Invece, la realtà è diversa: molti si dedicano alla vendita di prodotti cinesi di bassa qualità o lavorano nei cantieri e nelle miniere. Per risolvere questo problema, è fondamentale considerare le capacità artistiche e artigianali locali. La valorizzazione di queste competenze potrebbe rafforzare la rete del mercato subregionale, creando nuove opportunità tra i paesi africani, da Nord a Sud, da Est a Ovest. Le nuove generazioni, guidate dalla loro capacità di autoespressione e autodeterminazione, come dimostrato dai leader artistici della rivoluzione di ottobre 2014 (come il rapper Smockey del Balai Citoyen e il coreografo Serge Aimé Coulibaly), potrebbero giocare un ruolo cruciale in questo processo.

https://ogzero.org/studium/bobo-dioulasso/

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